Attraverso il servizio Go Mobility, gestito da FISH FVG
Un evento è davvero accessibile quando la possibilità di partecipare non dipende dalla propria condizione fisica o da una difficoltà temporanea. È una questione che riguarda gli spazi, certo, ma anche la possibilità concreta di muoversi, raggiungere i luoghi della manifestazione e usufruire dei servizi. A Gorizia, l’edizione 2026 di Gusti di Frontiera ha provato a tradurre questo principio in servizi concreti, mettendo la mobilità accessibile al centro dell’accoglienza dei visitatori. Dal 25 al 27 settembre, attraverso il servizio Go Mobility, FISH FVG ha messo a disposizione gratuitamente carrozzine, deambulatori e stampelle. In tre giorni sono state 83 le persone che hanno utilizzato gli ausili: 52 carrozzine, 26 deambulatori e 5 paia di stampelle.
Numeri che raccontano un bisogno che non riguarda esclusivamente le persone con disabilità. Gli ausili sono stati pensati anche per gli anziani e per chi, magari soltanto per un periodo limitato, si trova ad affrontare una difficoltà negli spostamenti. Perché la possibilità di partecipare alla vita sociale può essere compromessa anche da una condizione temporanea, da un infortunio o semplicemente dall’età. Il servizio ha previsto anche la possibilità di prenotare un trasporto accessibile da e verso la manifestazione, realizzato con mezzi appositamente attrezzati e gratuito nell’area di Gorizia.
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«Una grande manifestazione è davvero aperta a tutti quando ciascuno può partecipare, muoversi ed usufruire dei servizi senza incontrare barriere», sottolinea il presidente di FISH FVG Giampiero Licinio. «I numeri di questa edizione confermano quanto sia fondamentale portare accessibilità e servizi direttamente nei luoghi della socialità», ha aggiunto.
Accanto alla mobilità, Gusti di Frontiera è stata anche un’occasione per portare la prevenzione vicino alle persone. 72 visitatori hanno effettuato una visita oculistica gratuita realizzata da UICI Gorizia attraverso gli strumenti messi a disposizione dal progetto La prevenzione non va in vacanza di IAPB, tra cui il camper oftalmologico. Mobilità e prevenzione diventano così due aspetti dello stesso principio. Rendere gli eventi luoghi realmente fruibili, nei quali la partecipazione non si esaurisca nella possibilità di entrare, ma comprenda anche la possibilità di spostarsi, accedere ai servizi e vivere pienamente gli spazi.


















