San Giorgio a Cremano, si chiude LeggerMente

San Giorgio a Cremano, si chiude LeggerMente

Al centro del progetto c’è l’idea di una biblioteca realmente accessibile, realizzata grazie al lavori terzo settore ed amministrazione

Si conclude LeggerMente – la sostenibile leggerezza dell’ESSERE, il progetto che in due anni ha fatto della biblioteca comunale Sacerdote Giovanni Alagi di San Giorgio a Cremano, uno spazio di comunità. Sostenuto da Fondazione Con il Sud e dal Centro per il Libro e la Lettura, è nato da un’alleanza tra amministrazione e terzo settore e cittadini, con un obiettivo preciso: fare della biblioteca il cuore civico della città. La regia è stata affidata alla cooperativa ParteNeapolis, con il supporto del Comune di San Giorgio a Cremano e dei partner La Bottega delle Parole, cooperativa sociale Sepofà, Noi@Europe, Dodici Stelle e Terra di Confine. Tra i risultati più apprezzati c’è Biblio(in)bici, il servizio che porta i libri a casa degli utenti storici: c’è chi, raccontano gli stessi lettori, aspetta la bici come da bambini si aspettava il camioncino dei gelati.

Una biblioteca per tutti, anche per chi ha più difficoltà
Al centro del progetto c’è l’idea di una biblioteca realmente accessibile, capace di accogliere persone diverse, con bisogni diversi, comprese le persone con disabilità e fragilità. Da qui sono nati i Quiet Point, spazi pensati per permettere agli studenti con difficoltà di ritrovare calma e concentrazione senza essere isolati dalla vita della biblioteca. Sono però aperti a chiunque abbia bisogno di una pausa o di un ambiente più raccolto in cui leggere. «L’accessibilità non può esaurirsi nella progettazione di uno spazio – spiega Miryam Gison, coordinatrice dell’area biblioteche di ParteNeapolis –. La vera accessibilità passa prima di tutto dalle persone che quello spazio lo abitano e lo fanno vivere. Per questo investiamo da sempre nella formazione del personale, affinché gli operatori della Biblioteca siano sempre più preparati ad accogliere ogni tipo di utente, riconoscendone bisogni, fragilità e specificità, e creando una relazione realmente inclusiva».

Accanto a questi interventi, i laboratori per i piccoli lettori, accompagnati per due anni alla scoperta del piacere della lettura e dello stare insieme, il campo di volontariato internazionale e il nuovo spazio all’aperto, immaginato, progettato e realizzato dagli studenti universitari, che oggi lo vivono non come un semplice luogo di studio ma come una casa di cui sentirsi responsabili. «Non abbiamo semplicemente aggiunto servizi, aperto spazi o organizzato attività. Abbiamo provato a cambiare il modo in cui una comunità pensa, vive e abita la propria Biblioteca. Perché una biblioteca è davvero un luogo di cultura solo quando quella cultura può essere vissuta e condivisa da tutti», sottolinea Gison.

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La forza della rete
Per i promotori, il risultato più significativo va oltre i singoli servizi: una comunità di utenti attivi, consapevoli di far parte di un percorso destinato a proseguire dopo la chiusura del progetto. «In un progetto così vincente la vera forza è la rete che lo sostiene – aggiunge Gison –. Possiamo ritenerci soddisfatti dello scambio continuo che c’è stato tra i partner, che ha permesso all’ente di estendere le proprie visioni e competenze. E siamo certi che la collaborazione non terminerà con la fine del progetto». Anche il sindaco Michele Carbone ne sottolinea il valore. «LeggerMente ha dimostrato che una biblioteca può essere molto più di un luogo in cui prendere un libro in prestito: può diventare uno spazio aperto, accogliente, capace di intercettare bisogni diversi e di costruire relazioni. Il servizio Biblio(in)bici è un esempio concreto di questa attenzione e di una biblioteca che va incontro alle persone, soprattutto a chi per ragioni diverse ha più difficoltà a raggiungerla». Nella stessa direzione, aggiunge, va la scelta di ampliare l’apertura della Biblioteca Alagi fino alle ore 20, per renderla più accessibile a studenti e famiglie.

Il terzo settore e le biblioteche, anche a Napoli est
Quella di San Giorgio a Cremano è una storia che racconta quanto il terzo settore sia ormai una risorsa preziosa per le biblioteche. Lo dimostra l’ottimo lavoro che le realtà del Terzo settore stanno portando avanti nell’area orientale di Napoli, di cui questo giornale ha dato conto negli ultimi mesi: dalla Biblioteca Deledda di Ponticelli al Punto lettura di Barra, fino alla biblioteca Collina del Rione Luzzatti. Esperienze che mostrano come, dove istituzioni e terzo settore fanno rete, i presìdi culturali diventano luoghi vivi e aperti ai quartieri. LeggerMente lascia così a San Giorgio a Cremano nuovi spazi, nuove comunità e un’idea diversa di biblioteca: non più soltanto il luogo in cui entrare per prendere un libro o studiare, ma uno spazio realmente accessibile, dove cultura e accessibilità procedono insieme.

@dalsociale24

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