Turismo accessibile a HospitalitySud

Turismo accessibile a HospitalitySud

I dati SRM mostrati a Napoli dimostrano che inclusione e competitività crescono assieme

Il turismo non è un segmento di mercato. Non è un’offerta parallela, ma una visione complessiva di sviluppo. È questo il messaggio emerso nei giorni scorsi a Napoli durante HospitalitySud, dove il tema del turismo accessibile e inclusivo ha trovato uno spazio nel confronto tra operatori, ricercatori e imprese del settore. Tra numeri ed analisi il centro studi e ricerche SRM ha dedicato un approfondimento specifico al turismo accessibile nell’ambito delle attività sviluppate con la Grins Foundation, Spoke 7, e come parte di un più ampio percorso di studio collegato al World Summit on Accessible Tourism di Torino.

L’analisi presentata ad HospitalitySud è chiara: il turismo accessibile non rappresenta una nicchia. È uno dei segmenti più dinamici e strategici dell’intera filiera turistica italiana. La survey condotta su 573 imprese alberghiere mostra che oltre l’83% di quelle interessate è già attiva o in fase di investimento in questo ambito. Sul piano economico emerge che le aziende orientate all’accessibilità hanno registrato nel periodo 2019-2023 una crescita del fatturato pari al 28,8%. Inoltre, l’accessibilità è risultata la tendenza emergente con il più alto livello di interesse tra le nuove traiettorie del turismo. Numeri che smontano un luogo comune ancora diffuso, secondo cui investire in inclusione rappresenterebbe un costo aggiuntivo o un adattamento marginale.

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Ma l’aspetto più rilevante va oltre le performance economiche. «L’analisi evidenzia la centralità della domanda espressa dalle persone con disabilità, dai caregiver e dal cosiddetto silver tourism, un segmento in forte crescita per effetto dei cambiamenti demografici e dell’allungamento della vita attiva. Parliamo di milioni di potenziali viaggiatori che non chiedono servizi speciali, ma condizioni di piena fruibilità, qualità dell’accoglienza, autonomia e dignità dell’esperienza turistica», ha scritto su LinkedIn dopo la due giorni di HospitalitySud il responsabile del servizio Imprese e Territorio di SRM, Salvio Capasso.

In questa prospettiva, il turismo accessibile e inclusivo diventa una lente attraverso cui ripensare l’intero modello di sviluppo del settore. Non si tratta soltanto di abbattere barriere architettoniche. Si tratta di investire in innovazione strutturale e tecnologica, di rafforzare la formazione del personale. Ed ancora di costruire infrastrutture territoriali realmente inclusive e di integrare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale in un’unica strategia. La centralità non è più l’offerta, ma l’individuo. «Il turismo accessibile e inclusivo si conferma dunque non solo una scelta etica, ma una strategia di sviluppo territoriale e industriale, capace di generare valore economico e sociale lungo tutta la filiera», si legge ancora nel post di Salvio Capasso.

@dalsociale24

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