Per amore del mio popolo non tacerò

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A 27 anni dalla sua uccisione le parole di don Peppe Diana sono ancora attuali e devono essere monito in questi periodi bui che stiamo vivendo

«Siamo preoccupati. Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra». Sono queste le parole alle quali è andata la mia mente quando in questi ultimi giorni ho letto, ascoltato, raccontato dei fatti di cronaca di Ponticelli. Sono queste le parole a cui ho pensato quando stamattina ho chiesto un’intervista a Pasquale Leone partendo proprio da quei fatti di camorra nel quartiere dell’area est di Napoli. Parole che scrisse in una lettera nel Natale del 1991 don Peppe Diana. Il documento “Per amore del mio popolo non tacerò” che portò alla sua uccisione il 19 marzo del 1994.

Per tanti anni in questo giorno sono andato in voce in radio per raccontare, ricordare, fare memoria. Come quando nel 2014 ho intervistato Augusto Di Meo, testimone di giustizia che assiste all’assassinio di don Peppe Diana. E Renato Natale, prima che tornasse ad essere sindaco di Casal di Principe. Persone che hanno ricordato la figura di don Peppe. La sua lotta alla camorra casalese. Il suo impegno in prima linea contro la criminalità, le ingiustizie. Sono tante le persone che hanno ricordato e raccontato il suo impegno.

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Per anni ho raccontato quel giorno e i giorni a venire. Il 21 marzo in cui si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Appuntamento nato dopo la morte di don Peppe Diana, nel 1996, grazie a Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti. Negli anni associazioni, scuole, realtà sociali, enti hanno marciato per chiedere a gran voce un reale cambiamento dei nostri territori. Con loro ho marciato varie volte. A Napoli, a Firenze, a Latina, a Bologna, ad Avellino.

Questi giorni sono il simbolo della lotta alle mafie. Ma al contempo sono anche giorni di impegno reale. E ancor più in questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. Nei periodi emergenza le mafie provano ancor più ad avvicinare persone, soprattutto tra i giovanissimi. Sono questi i momenti in cui tenere alta l’attenzione ed essere preoccupati come si diceva 27 anni fa don Peppe Diana.

@ciro_oliviero
direttore editoriale dalSociale24

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