I diritti dei disabili in Campania

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L’intervista al presidente di Fish Campania, Daniele Romano

Le persone con disabilità devono essere al centro delle politiche che sono rivolte a loro. Lo ripete come un mantra, da anni, Daniele Romano. E lo rimarca ancor più oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Il presidente di Fish Campania fa il punto sui diritti delle persone con disabilità in Campania, denunciando che «non c’è vera infrastrutturazione dei servizi sociali». Mancanza che si è evidenziata con maggiore forza durante l’emergenza da Covid-19. «La pandemia ci deve servire da lezione per cambiare rotta sul welfare, che deve essere più vicino al cittadino, che sia disabile, minore, anziano. Bisogna ascoltare le necessità delle persone», aggiunge Romano.

«Non abbiamo bisogno di assistenzialismo, ma di servizi di qualità. D’altronde lo chiarisce la convenzione Onu di 11 anni fa: i cittadini con disabilità sono come gli altri. È necessario mettere assieme varie sfere della vita delle persone con disabilità, andando oltre l’assistente personale. Al contempo serve una macchina organizzativa diversa. Almeno nella nostra regione. In Campania – spiega Romano – solo 7-8 ambiti sociali su 56 funzionano. Noi lo stiamo vivendo anche sulla legge sul Dopo di noi. Una persona può presentare un progetto di vita indipendente, ma questo si arena perchè dall’altra parte mancano competenze. Dei fondi ministeriali stanziati per il Dopo di noi non è stato speso un euro». Su questo punto Romano è convinto che gli ambiti dovrebbero essere trasformati in aziende.

Il presidente di Fish Campania apprezza lo sforzo fatto dalla Regione Campania durante la prima fase emergenziale in cui è stato elargito un bonus da 600 euro. «Oltre quello però la Regione non ha dato risposte alle persone con disabilità. La vita non vale 600 euro. Si è trattato di un provvedimento tampone, non sufficiente. Servono politiche più vivine alle persone con disabilità», aggiunge Daniele Romano. Per il presidente di Fish Campania è necessario superare l’idea dei grandi istituti come le rsa. La sua proposta è incentivare la nascita di gruppi appartamento. Di cui esistono esperienze d’eccellenza come La tana di Dimitri nata col sostegno della cooperativa Il villaggio di Esteban di Salerno.

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Daniele Romano è convinto che non siano necessarie nuove normative per il sostegno delle persone con disabilità. «La legge c’è, va applicata. In Campania la 328 è ferma a 20 anni fa». Il riferimento è alla legge quadro del 2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Sulla vita indipendente evidenzia la necessità di applicare l’articolo 14 della legge 328 del 2000. «Dove applicata la legge sul Dopo di sta funzionando. Ma non deve essere uno spot. Inoltre è necessario che la Regione intervenga sulle mancanze dei Comuni che non garantiscono livelli essenziali. Welfare troppo assistenzialistico e sanitario. Sono tante le denunce delle famiglie che, ancor più in questa fase emergenziale, si stanno facendo carico esclusivo dell’assistenza per l’assenza dei servizi sociali», dichiara Romano, che poi chiude con una provocazione: «le istituzioni dovrebbero prima chiedere scusa alle persone con disabilità e poi celebrare questa giornata».

Ciro Oliviero



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