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La salute è un diritto inviolabile

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Il convegno “La salute, le comunità confinate e l’assistenza infermieristica”

La salute è un diritto di tutti. Anche di chi è costretto a vivere in un regime di detenzione. Allo stesso tempo lo è anche la sicurezza del personale sanitario che si trova a lavorare nelle carceri. Un binomio imprescindibile che, secondo il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, e Bruna Piarulli, della Commissione Giustizia al Senato, è la nuova sfida da portare avanti. Le riflessioni sono emerse durante il convegno “La salute, le comunità confinate e l’assistenza infermieristica” organizzato nella Sala Isma di Palazzo Madama.

Nel corso del convegno la senatrice Piarulli ha raccontato la sua esperienza da direttore carcerario lunga vent’anni. Conosce bene quel mondo. E la salute «è un diritto inviolabile previsto dalla Costituzione e deve essere garantito sempre, anche in casi di con privazione di libertà», dice la senatrice. Nel suo intervento cita anche la sentenza Torreggiani contro il sovraffollamento delle carceri italiane. «Scontare una pena deve avvenire in luoghi salubri, deve prevedere una rieducazione in uno spazio sufficiente affinché la salute del detenuto non venga pregiudicata», aggiunge la Piarulli.

La senatrice del M5S sottolinea durante la detenzione può peggiorare lo stato di salute ed i detenuti corrono il rischio di ammalarsi molto più della media dei cittadini. Tra le patologie maggiormente diffuse ci sono disturbi psichici, rischio di dipendenze da sostanze, epatite C, Hiv ed altre patologie croniche. Dal 2008 la gestione del personale medico nelle carceri è passata al ministero della Salute. «La sfida oggi – afferma Bruna Piarulli – è quella di implementare gli organici prevedendo, inoltre, omogeneità di rapporti lavorativi per il personale infermieristico».

Per il viceministro Sileri questa sfida «deve diventare una priorità. Al centro della nostra agenda c’è ovviamente la carenza dei medici e del personale sanitario, anche nelle carceri. Senza dimenticare la salute mentale e la medicina del territorio. Tutta la rete va rivista e migliorata in modo costruttivo».

Redazione
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