Parte il bike sharing a Napoli

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Il colosso petrolifero sotto inchiesta per rifiuti tossici e recentemente sotto i riflettori per la questione Gnl a San Giovanni a Teduccio

Oggi torna il bike sharing a Napoli. Lo ha annunciato ieri su Facebook la candidata sindaco e assessore al patrimonio, ai lavori pubblici nonché ai giovani, Alessandra Clemente. La notizia di N’Bike, questo il nome del progetto, ha registrato grossi malumori tra le associazioni ambientaliste. I veicoli infatti sono sponsorizzati tra gli altri anche dalla Q8, il colosso petrolifero sotto inchiesta per rifiuti tossici e recentemente sotto i riflettori per la questione Gnl a San Giovanni a Teduccio.

Proprio l’11 settembre scorso, peraltro, è ripartito al Tribunale di Napoli il processo per traffico di rifiuti che vede imputata la società petrolifera Kuwait Petroleum Italia (Kupit) e i vertici del 2013, tra cui Alessandro Gilotti, presidente fino al 2018. Una scelta, quella di Palazzo San Giacomo, che «è uno schiaffo in faccia ai cittadini di questo territorio», è il refrain di alcune associazioni di San Giovanni a Teduccio.

Come per Marco Ferruzzi dell’associazione K Marin «restiamo perplessi nel leggere che tra i sostenitori del nuovo servizio di bike sharing offerto dalla città di Napoli vi sia la Kuwait Petroleum Italia spa (Q8). Pare quasi che il comune di Napoli ignori che i vertici della Q8 siano accusati di illecito smaltimento dei rifiuti di raffineria e che c’è un pezzo della città, l’area est di Napoli, che continua a pagare un prezzo salatissimo per tutto quello che è successo e continua a succedere a San Giovanni a Teduccio».

«A nostro avviso – rimarca Ferruzzi – è un problema di opportunità, una scelta che non condividiamo. Può mai la Q8, una società petrolifera, essere uno sponsor credibile in una operazione che punta a incentivare stili di vita più sostenibili? Possibile che non vi fossero altre possibilità? Perché si è preferita questa strada piuttosto che quella già percorsa precedentemente frutto di un progetto di ricerca dell’associazione Cleanap vincitrice del bando Smart Cities and Communities and Social Innovation del Miur – Pon Ricerca e Competitività 2007-2013?».

Bacchettata alla candidata sindaca arriva proprio dalla presidente di Cleanap Emiliana Mellone che sul tema sentito della mobilità sostenibile in città afferma che «sarebbe stato auspicabile che il Comune si fosse messo a lavorare sull’infrastruttura e messa in sicurezza per i ciclisti, poiché la viabilità a Napoli non è a prova di bicicletta. Invece alla strada più utile e quella che avrebbe concorso a intravedere una visione, si è scelta la propaganda elettorale».

«La vicenda del bike sharing a Napoli – dichiara Giuseppe Carullo, coordinatore di Movimenta Campania – è emblematica di come quando le cose si vogliono fare giusto per facciata poi si fanno più danni che altro». «Certo – continua Carullo – tutti vogliamo migliorare la mobilità disastrosa della nostra città, tutti vogliamo una mobilità sostenibile ma le cose vanno fatte per bene e non tanto per fare, mettendo a rischio cose anche più importanti, come la salute di tutti noi».

@rob_malfatti

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