Napoli galleggiante è promosso da ANEC, coordinato da Valeria Correale e realizzato in collaborazione con Noi@Europe, Terra di Confine, cooperativa Sepofà e ABANA
A Napoli est, quando si parla di cinema (sale, arene e spazi di quartiere) a molte persone si illumina il volto. C’è chi ricorda ancora quei luoghi, chi li ha attraversati da bambino o da ragazzo, chi conserva nella memoria l’ingresso di una sala, il nome di un cinema, una serata passata davanti a uno schermo. E c’è chi, più giovane, può raccogliere quei racconti chiedendo a genitori, nonni, zii, vicini di casa e persone del quartiere. Nel secolo scorso, tra Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio, c’erano circa una decina di sale cinematografiche. Piccole e grandi, popolari e di quartiere, tutte capaci di raccontare un pezzo di vita collettiva.
Di quel mondo oggi resta una memoria fragile, fatta di ricordi personali, fotografie conservate in famiglia, documenti, racconti, oggetti e luoghi scomparsi o trasformati. Resta anche la fiammella ancora accesa del cinema teatro Pierrot di Ponticelli, presidio culturale che negli anni ha continuato a tenere vivo il rapporto tra cinema e territorio. Da questa memoria prende forma Napoli galleggiante, progetto di public history audiovisiva promosso e co-finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027.
Il progetto è promosso da ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, coordinato da Valeria Correale e realizzato in collaborazione con Noi@Europe, Terra di Confine, cooperativa Sepofà e ABANA – Accademia di Belle Arti di Napoli, con il patrocinio del DiARC – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Napoli Galleggiante nasce per riportare alla luce la memoria dei luoghi del cinema di Napoli est. Sale, arene, spazi culturali, teatri di posa e luoghi dell’audiovisivo oggi scomparsi o trasformati. L’obiettivo è raccogliere fotografie, filmati, documenti, oggetti, racconti e testimonianze custoditi dai cittadini e dalle famiglie del territorio, per costruire una mappa digitale multimediale della memoria del cinema a Napoli.
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Non si tratta solo di recuperare vecchie immagini, ma di ricostruire un patrimonio collettivo fatto di esperienze, abitudini, relazioni e luoghi che hanno segnato la vita sociale e culturale dei quartieri. Nei prossimi mesi la biblioteca Grazia Deledda di Ponticelli e il Punto Lettura Pasquale Cozzolino di Barra ospiteranno momenti di incontro, formazione e raccolta delle testimonianze. I due spazi diventeranno veri e propri presìdi territoriali del progetto: luoghi in cui portare ricordi, condividere materiali, partecipare ai laboratori e contribuire alla ricostruzione della memoria dei cinema di Napoli est. Il percorso partirà martedì 30 giugno, dalle 15 alle 19, presso la biblioteca Grazia Deledda di Ponticelli (vico Santillo 3), con un primo laboratorio dedicato all’introduzione del progetto e al metodo di lavoro. Sempre alla Deledda, martedì 29 settembre, dalle 15 alle 19, si terrà un secondo incontro dedicato alla raccolta dei materiali, delle testimonianze e dei ricordi della cittadinanza. Il terzo appuntamento è previsto sabato 24 ottobre 2026, dalle 9.30 alle 13.30, presso il Punto Lettura Pasquale Cozzolino di Barra, con un laboratorio dedicato alla catalogazione dei materiali raccolti e alla costruzione della memoria condivisa.
Il progetto chiama in causa tutta la comunità. Chi ha vissuto direttamente quei luoghi, chi conserva fotografie o racconti familiari, ma anche i più giovani, che possono contribuire facendo domande, raccogliendo testimonianze e aiutando a far riemergere storie che rischiano di andare perdute. Chiunque abbia fotografie, filmati, documenti, racconti o ricordi legati ai vecchi luoghi del cinema di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio può contribuire compilando il questionario online. Per informazioni e iscrizioni ai laboratori è possibile scrivere a napoligalleggiante@gmail.com
Napoli galleggiante è un invito a far riemergere un mondo scomparso, ma ancora vivo nella memoria di chi lo ha attraversato. Perché la storia del cinema nei quartieri non appartiene solo agli archivi: appartiene alle persone, alle famiglie e alla comunità che sceglie di raccontarla.
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