A Materdomini torna il premio Sette Madonne

A Materdomini torna il premio Sette Madonne

Appuntamento domenica 16 agosto la Basilica di Santa Maria Materdomini

Le tradizioni non sono soltanto qualcosa da conservare. Sono un patrimonio vivo, fatto di persone, comunità, riti, musica, gesti e luoghi che continuano a raccontare la storia dei territori. È attorno a questa idea che si sviluppa il premio Sette Madonne 2026, in programma domenica 16 agosto alle 20.30 nella Basilica Santuario di Santa Maria Materdomini, a Nocera Superiore.

L’edizione di quest’anno sarà dedicata alla memoria di Anna Sellitto e metterà al centro il patrimonio culturale immateriale della Campania, attraverso un percorso che intreccia tradizioni popolari, devozione mariana, musica, danza, arte, cinema, ricerca antropologica e impegno civile.

Non si tratta quindi soltanto di premiare artisti o protagonisti della cultura popolare. Il premio nasce con l’ambizione di raccontare quelle esperienze che permettono alle comunità di mantenere un rapporto con la propria storia e, allo stesso tempo, di trasmetterla a chi verrà dopo.

A condurre la serata saranno Paolo Apolito, antropologo e studioso delle feste popolari e delle forme della religiosità popolare, e Ilaria Di Gaeta. Tra i riconoscimenti più attesi ci sarà quello alla carriera assegnato al maestro Carlo Faiello, protagonista della musica popolare campana e autore di opere come Stella Diana.

Il programma comprende diverse sezioni dedicate alle espressioni della cultura popolare. Posseduti dalla Tradizione, Arti Performative Popolari, Danza e Gesti Rituali, Ricerca e Memoria, Arte e Devozione Popolare, Cinema e Multimedialità e Reti e Comunità. Previsti anche il premio speciale Giancarlo Siani – Si Tammorra no Camorra e il premio speciale FITP Campania dedicato agli ambasciatori e ai maestri della cultura popolare.

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Tra i protagonisti e i candidati figurano Nino D’Angelo, Fra Fedele Mattera, Piervito Grisù, Ars Nova Napoli, Luca Rossi e Paranza d’Ognundo, insieme ad artisti, ricercatori e gruppi impegnati nella valorizzazione delle espressioni culturali del territorio.

Al centro dell’iniziativa c’è anche la rete delle Sette Madonne, composta dai comuni di Mercogliano, Scafati, Pagani, Nocera Superiore, Somma Vesuviana, Sant’Anastasia e Villa di Briano, con Mercogliano Comune capofila. Un’esperienza che mette in relazione territori diversi accomunati da una presenza importante di santuari, feste, pellegrinaggi e forme di devozione popolare.

È proprio questo legame tra territori a dare al Premio una dimensione che va oltre la singola manifestazione. Le tradizioni possono infatti diventare uno strumento per rafforzare le relazioni all’interno delle comunità, valorizzare i luoghi e creare occasioni di confronto tra generazioni.

Perdere una tradizione significa spesso perdere anche una parte della memoria collettiva. Ma conservarla non significa necessariamente cristallizzarla: significa permettere a quelle pratiche di continuare a vivere, incontrando nuovi linguaggi e nuove generazioni.

Il premio Sette Madonne prova a farlo mettendo insieme istituzioni, comunità, mondo ecclesiale, associazioni, artisti e ricerca scientifica. Un percorso nel quale la cultura popolare diventa anche uno strumento di partecipazione e di identità condivisa, perché una comunità è tale anche quando riesce a riconoscersi nella propria storia e a trovare il modo di raccontarla ancora.

@dalsociale24

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