Libia, Consiglio di Stato contro ricorso Asgi

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Per i giudici l’intervento ha migliorato le condizioni di protezione e umanitarie dei centri in Libia a favore dei migranti

Il 27 giugno 2019 il Consiglio di Stato aveva iniziato il procedimento d’appello sul ricorso presentato da Asgi insieme ad Amnesty International, Ecre, Icj e Differenza Donna. Le organizzazioni avevano chiesto un pronunciamento contro l’utilizzo di fondi pubblici, destinati al Fondo Africa, utilizzati per rafforzare il controllo dei flussi migratori. Nello specifico i fondi erano stati utilizzati per la rimessa in efficienza di quattro motovedette libiche.

La Corte ha ritenuto – nel complesso – legittimo l’intervento italiano in Libia. Nella sentenza si legge che l’intervento «ha mirato anche al miglioramento delle condizioni di protezione e umanitarie dei centri in Libia a favore dei migranti e dei rifugiati». Una decisione che le organizzazioni ricorrenti ritengono «paradossale». Gli avvocati di Asgi Fachile e Ciervo hanno evidenziati che «sono ormai noti i legami tra la guardia costiera libica e le organizzazioni criminali e le violente modalità con cui i migranti vengono intercettati e riportati nel Paese ed è evidente che alla luce di tali circostanze la strategia italiana dovrebbe essere valutata».

Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, ha detto che si tratta di una «sentenza povera di argomenti, che non affronta adeguatamente il tema, approfondito negli interventi ad adiuvandum, della responsabilità internazionale dell’Italia per avere tenuto, in piena consapevolezza e senza prevedere condizioni, condotte che hanno aiutato e assistito le agenzie libiche a violare i diritti umani di rifugiati e migranti».

Redazione
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