Scelte, donne che fanno la differenza

Scelte, donne che fanno la differenza

L’intervista ad una delle due autrici, Giulia Migneco

16 racconti. 16 donne. Delle istituzioni, impegnate in campo sociale, culturale. A cui si aggiunge la graphic novel dedicata a Letizia Battaglia. Queste compongono Scelte, femminile plurale. Storie di impegno e di passione civile, il libro edito da Becco Giallo. Il libro scritto da Valeria Scafetta e Giulia Migneco, con i disegni di Alma Velletri, nasce da un’idea di Avviso Pubblico, la rete nazionale degli amministratori contro le mafie. L’idea di raccontare e valorizzare esperienze concrete di impegno civile, offrendo anche attraverso la cultura e la narrazione uno strumento di sensibilizzazione sui temi della legalità e della partecipazione.

Lunedì 21 alle 16.30 nella sala della Loggia del Maschio Angioino a Napoli, il libro sarà presentato nell’ambito dell’inaugurazione della mostra Rivivo con Te… Femminicidi: cronaca di una strage senza fine, realizzata da Finetica. Noi abbiamo parlato del libro e di alcuni dei punti centrali della narrazione di Scelte con una delle autrici, Giulia Migneco, che è responsabile della comunicazione di Avviso Pubblico.

Qual è la scelta che accomuna le sedici donne raccontate nel libro e che cosa significa, oggi, scegliere di non restare indifferenti?
«Le sedici donne, come tante altre, hanno scelto di intraprendere, libere e determinate, percorsi di studio, di vita, di lavoro e di impegno con passione per realizzare i propri obiettivi, superando ostacoli posti, spesso, anche da stereotipi di genere. In comune hanno il modo in cui lo fanno, fuori dalla ricerca di visibilità personale, intenzionate a esprimere al meglio le proprie competenze per ottenere i risultati prefissati per sé e per gli altri. La scelta di essere al servizio della comunità senza essere eroine le rende modelli di riferimento perseguibili e necessari in una società che promuove l’egocentrismo e l’egoismo».

Nel libro incontriamo magistrate, giornaliste, attiviste, amministratrici, rappresentanti delle istituzioni e della società civile. Quanto è importante mostrare alle nuove generazioni che l’impegno civile può assumere forme e professioni molto diverse?
«Il libro rientra tra i progetti di sensibilizzazione promossi da Avviso Pubblico, enti e regioni contro mafie e corruzione: l’associazione ha deciso, da diversi anni, di affiancare alle quotidiane attività di formazione e informazione condotte con gli amministratori locali, una attenzione particolare alla comunicazione sui temi con le nuove generazioni. È importante che ragazze e ragazzi si sentano protagonisti del presente senza pregiudizi e senza rassegnazione. Le nostre storie mostrano loro che ognuno può e deve essere libero di fare la propria parte, senza necessità di essere supereroi, ma con la volontà, la determinazione e il supporto di chi li ha preceduti».

Avete scelto di raccontare queste donne non soltanto attraverso i loro risultati, ma anche attraverso difficoltà, ostacoli e momenti complessi. Perché era importante restituire anche questa dimensione più personale delle loro scelte?
«Le protagoniste delle nostre storie sono state generose nella fiducia che ci hanno accordato a raccontare soprattutto il percorso che le ha condotte fino al ruolo per cui sono riconosciute, senza nascondere anche le difficoltà e gli ostacoli che continuano ad affrontare. In questo modo hanno rafforzato l’obiettivo di offrire a chi legge una prospettiva diversa che non vuole raccontare idoli, ma persone normali nella loro eccezionalità, fragili e forti, come tutte e tutti».

Il libro si rivolge anche a un pubblico giovane, a partire dai 10 anni. Quanto è difficile raccontare temi come legalità, mafia, diritti e responsabilità senza trasformarli in una semplice lezione, ma riuscendo invece a coinvolgere ragazze e ragazzi?
«Cercando di capire quali possano essere le domande che loro rivolgerebbero per sapere di più su questi temi. Si parte sempre dalle domande, più che dalle risposte. Lo ribadiamo anche in ogni incontro che facciamo nelle scuole. Con domande e risposte semplici raccontiamo, contando sullo strumento prezioso della testimonianza diretta, storie, legate a contesti apparentemente distanti, che riescono a diventare vicine, accendendo una luce sulla quotidianità di ragazze e ragazzi. Un linguaggio più chiaro e discorsivo è un’altra chiave che proviamo ad utilizzare».

Nel volume c’è anche una graphic novel dedicata a Letizia Battaglia, una donna che ha fatto dello sguardo sulla realtà uno strumento di impegno. Che cosa può insegnarci oggi il suo esempio e, più in generale, che ruolo può avere la narrazione nel contrastare l’indifferenza?
«La scelta di veicolare le storie e i messaggi ad essi sottesi con una casa editrice come Beccogiallo che da anni racconta egregiamente il nostro paese attraverso il linguaggio delle illustrazioni e delle graphic-novel si è dimostrata vincente: le immagini riescono a trasferire con immediatezza il senso delle parole e dei sentimenti. Letizia Battaglia ha raccontato la mafia e la sua terra colpita e resistente, imprimendo nelle sue foto uno sguardo diretto, filtrato solo della sua anima. In questo modo ha fatto vedere a tutto il mondo, anche a chi non voleva, trasformando un’opera d’arte in un richiamo all’attenzione e all’impegno. È quanto dovrebbe continuare a fare chiunque voglia provare ad incidere nella realtà attraverso la cultura».

@ciro_oliviero

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