La vaccinazione nelle carceri

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Nelle scorse settimane erano iniziate le vaccinazioni di detenuti, agenti di Polizia Penitenziaria ed addetti alle funzioni centrali di Lombardia e Veneto

Il mondo carcerario è stato tra i primi a reclamare di essere inserito tra le priorità del piano vaccinale. Le condizioni di salute, e non solo, in cui versano i detenuti non è delle migliori. Gli spazi angusti. E la condivisione di questi ultimi possono aggravare un focolaio all’interno dei penitenziari. Dall’inizio della pandemia sono stati 737 i casi di contagio tra i detenuti, 478 agenti di Polizia Penitenziaria e 41 addetti alle funzioni centrali. L’avvio delle vaccinazioni all’interno delle carceri è stato dunque un passaggio importante per la tenuta del sistema penitenziario. In questa prima fase sono 9.624 detenuti, 16.819 agenti di Polizia Penitenziaria e 1.780 addetti alle funzioni centrali coinvolti nella campagna vaccinale.

Lo aveva confermato martedì il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. Già nella giornata di ieri sono partite le somministrazioni in alcune carceri. Tra queste l’istituto di pena di Poggioreale a Napoli, dove sono stati vaccinati venti detenuti ultra settantenni e due ultra ottantenni. Oggi toccherà anche all’altro carcere partenopeo, quello di Secondigliano, dove si sono prenotati diciannove detenuti ultra settantenni e due ottantenni. Sono stati inoltre vaccinati sedici detenuti al carcere minorile di Nisida e 101 nelle carceri salernitane.

Oggi prenderà il via la vaccinazione anche in tutti gli istituti di pena nel Lazio con il vaccino Johnson&Johnson, sia per gli agenti che per i detenuti. Nelle carceri di Lombardia e Veneto le vaccinazioni sonopartite alcune settimane fa.

@dalsociale24

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