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Il Napoli gioca contro il razzismo

I tifosi del Napoli con il viso tinto di nero per dire no al razzismo

Calcio d’inizio. E’ cominciata la partita contro il razzismo, in scena al San Paolo, il Napoli gioca in casa. Stavolta non soltanto per i tre punti di campionato ma per dire no al razzismo. Ed i tifosi, sono già da due ore, al loro posto pronti a sostenere la loro squadra del cuore, ma soprattutto il difensore Kolidou Koulibaly, oggetto di insulti razzisti durante la partita contro l’Inter del 26 dicembre scorso. Partita che secondo la Uefa ed il mister degli azzurri, Carlo Ancellotti,andava sospesa.

Era già accaduto qualche anno fa, fischi ed ululati dagli spalti per scimmiottare l’aspetto fisico e la sua pelle color cioccolato. Urla che divenivano, partita dopo partita, veri cori razzisti contro il difensore della squadra del calcio di SeriA della città partenopea, Kolidou Koulibaly fino a quando, durante il macht Sampdoria-Napoli, il tifo dei sostenitori dei blucerchiati cominciò a diventare insostenibile, l’allora allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, chiese a più riprese l’interruzione della partita, per dare finalmente una lezione di civiltà al mondo del calcio. E così, mentre Koulibaly veniva preso di mira dalla curva genovese, l’arbitro Claudio Gavillucci sospendeva la partita. Terminato quel campionato in corso, di Gavilucci non si seppe più nulla. Non arbitrò più in serie A.

Ed anche se la storia del calcio insegna che l’onestà non ripaga, i tifosi del Napoli, in questo momento, stanno scrivendo una nuova lezione di umanità. Perchè dalle curve di serie A possono anche partire i messaggi più belli.

Carmen Cretoso

Redazione
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