Emergenza Covid e violenza di genere

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I numeri del Cav centrale di Napoli durante il lockdown

26 i posti letto a disposizione in strutture ricettive di Napoli fino al 6 giugno. 17 persone ospitate. 20 donne prese in carico dal centro antiviolenza della Città di Napoli. 900 ore di consulenza fino al 30 maggio. 1.822 telefonate al numero verde fino al 26 maggio. Questi i numeri dell’accoglienza delle vittime di violenza di genere durante l’emergenza da Covid-19 a Napoli. Il Cav centrale di Napoli è stato aperto con il progetto Chi ti ama, ama la tua libertà. Progetto destinato non solo alle donne, ma anche alle persone Lgbtqi.

Restare a casa durante il lockdown per molte donne è stato un enorme sacrificio. Per alcune un incudo. «Sappiamo bene, purtroppo, che la violenza sulle donne non conosce sosta ed è un problema profondamente radicato nel nostro tessuto sociale. Per questo, abbiamo lanciato una manifestazione di interesse rivolta alle strutture alberghiere ed extralberghiere cittadine per reperire posti letto da destinare a situazioni di emergenza», ha detto l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Napoli
Francesca Menna.

«I posti letto alberghieri non sono paragonabili a quelli delle case rifugio, che hanno un ruolo fondamentale, ma durante il lockdown – ha detto l’assessore Menna – siamo riusciti a dare una risposta immediata a situazioni che richiedevano da un lato la messa in protezione da situazioni di violenza e, dall’altro, la tutela della salute». Gli operatori del consorzio Terzo Settore ha garantito reperibilità h24 e ogni giorno colazione, pranzo caldo e cena fredda a tutte le ospiti.

«L’iniziativa del Comune di Napoli è stata tempestiva ed importante. Questa volta piuttosto che gestire richieste di emergenza senza avere già la risposta ad una richiesta di aiuto siamo riusciti ad organizzarci prima e a poter agire tempestivamente. Come tutti sanno – ha detto il coordinatore dell’area Antiviolenza del Consorzio Terzo Settore, Giovanni Russo – la situazione dell’emergenza Covid è stata difficile, a tratti drammatica, per cui un enorme ringraziamento va alle Operatrici che hanno sostenuto le donne in questa fase complicatissima e permesso di erogare forme di supporto vitale».

Redazione
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