Benevento, stop a servizi a disabili e coop

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La denuncia di Federsolidarietà Confcooperative Campania e Fish Campania

La Provincia di Benevento ha deciso di non affidare più a persone con disabilità e alle cooperative sociali di inserimento lavorativo i servizi di custodia e di pulizia dei siti museali. Interrotti per lo stop dettato dall’emergenza da Covid-19, gli affidamenti non sono stati rinnovati. Senza motivazione. Gli interessati hanno ricevuto comunicazione da Sannio Europa, Agenzia per lo sviluppo locale sostenibile, che invitava al passaggio di consegne.

Questa decisione mette a rischio circa 50 nuclei familiari tra Benevento e provincia. A denunciarlo Federsolidarietà Confcooperative Campania e Fish Campania. Le due organizzazioni chiedono un confronto ad horas alla Provincia per discutere delle conseguenze che la decisione avrà sulle politiche di welfare locale.

La legge 381 del 1991 prevede deroghe al codice degli appalti per tutelare le cooperative che consentono l’integrazione di persone in condizioni di fragilità. In Campania gli occupati riferibili a tali imprese sono quasi 3 mila per un capitale investito che supera i 100 milioni di euro. Il 22 per cento di questi lavoratori opera nei settori pulizie e multiservizi.

«Con questo atto la Provincia di Benevento esclude dal mercato del lavoro uomini e donne che la legge italiana tutela perché si trovano in una situazione di fragilità. Le cooperative sociali a cui venivano affidati i servizi museali offrono occupazione a queste persone, e quindi indipendenza economica, relazioni, un’identità. Sono società in cui il valore umano convive con i fattori produttivi e che vengono sostenute con procedure giuridiche ad hoc, come affidamenti diretti, clausole sociali negli atti di gara, ecc. La Provincia di Benevento ha deciso di rinunciare a questo strumento di welfare. Le cooperative sociali di inserimento lavorativo senza il riconoscimento e il sostegno istituzionale, il che è un paradosso, non possono assolvere alla loro funzione, con ripercussioni sulla collettività che si addossa il costo dell’assistenzialismo fine a sé stesso» commenta Giovanpaolo Gaudino, presidente Confcooperative Federsolidarietà Campania.

«Si tratta di un atto grave. Le persone con disabilità, come tutte le categorie di soggetti in condizioni di fragilità, grazie alle cooperative sociali di inserimento lavorativo da fruitori di assistenza pubblica diventano risorse umane, integrate nella compagine sociale di un’impresa, partecipando in toto alla vita della società e traendone il giusto compenso. La decisione della Provincia è un passo indietro, ci auguriamo che non siano le persone con disabilità a pagare per primi le conseguenze di questa emergenza. Confidiamo in una soluzione diversa» afferma Daniele Romano, presidente Fish Campania.

Redazione
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