A chi dà fastidio la Masseria di Afragola

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Nuovi episodi di danneggiamento ed intimidazione

Ad Afragola, in provincia di Napoli, sorge il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli. 120mila metri quadri di terreno agricolo. La Masseria Antonio Esposito Ferraioli, in gestione ad un gruppo di soggetti dal 1 marzo 2017. Tre anni e mezzo in cui i gestori hanno lavorato alacremente per restituire alla cittadinanza gli spazi sottratti alla camorra. Anni nei quali non sono mancate difficoltà e bastoni tra le ruote.

L’ultimo episodio si è verificato il 1 ottobre, quando il direttore della Masseria, Giovanni Russo, ha trovato 21 colpi a salve nel piazzale antistante l’area. La scorsa settimana era stata rinvenuta la carcassa abbandonata di un’auto. E ancora prima le porte del cancello divelte in più occasioni. Furti di ogni attrezzo agricolo utile agli ortolani per gestire il pezzo di terreno che con cura coltivano da quasi due anni. Amianto, pneumatici e rifiuti di ogni genere abbandonati a più riprese da oltre un anno davanti la Masseria.

Su tutto c’è il mancato avvio dei lavori per la ristrutturazione della Masseria Antonio Esposito Ferraioli. Il 12 giungo 2018 è stata sottoscrizione la convenzione tra il ministero dell’Interno ed il Comune di Afragola per lo stanziamento di 1.497 milioni di euro. Fondi previsti dal Pon Legalità del ministero dell’Interno. I lavori non sono mai partiti in quanto il soggetto attuatore del progetto, ovvero il Comune di Afragola, non ha avviato le pratiche necessarie. Una mancanza alla quale hanno chiesto spiegazioni anche rappresentanti delle istituzioni nazionali. Il Comune ha affidato gli incarichi per le perizie a dei professionisti, che però non hanno mai effettuato neanche i primi sopralluoghi.

«Quando c’è uno sversamento incessante. Entrando in masseria, uno spazio vissuto dalle 6 del mattino alle 22, trovi 21 colpi a salde sparati all’ingresso. E soprattutto le istituzioni sono clamorosamente assenti, non ci mettono in condizioni di fare impresa sociale, la situazione ci preoccupa. Ma non ci demoralizza. Noi continueremo ad andare avanti per la nostra strada», ha detto a dalSociale24 il direttore della Masseria, Giovanni Russo.

Ciro Oliviero

Redazione
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