Pedaggi sostenibili, la proposta di N’ Sea Yet

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L’associazione propone di investire il ricavato per bus elettrici e piste ciclabili

Dopo la decisione del governo di andare verso la rinazionalizzazione della rete autostradale la stessa proposta è stata fatta anche a Napoli. Da più parti – candidati alle prossime elezioni regionali in primis – hanno proposto di rendere a gestione pubblica la tangenziale. Ma c’è chi reputa l’abolizione del pedaggio autostradale un errore. Come il presidente dell’associazione N’ Sea Yet, Dario Catania, che propone di «riconvertire e non abolire».

Secondo il presidente dell’associazione che ha lanciato il gioco Prendi 3 abolire il pedaggio significa incrementare l’utilizzo delle auto. E di conseguenza aumentare il consumo di co2. «Chi inquina deve pagare. Chi usa l’auto per lavoro è giusto che paghi meno. Chi ha acquistato auto ibride o elettriche è giusto che paghi meno. Per fare questo – aggiunge Catania – si dovrebbero formare i casellanti».

La riconversione proposta da Dario Catania passa dalla presa in gestione da parte del Comune di Napoli della bretella tangenziale. La proposta prevede poi l’abbassamento del pedaggio da 1 euro (costo attuale) a 50 centesimi. «Questi fondi, o parte di essi, potrebbero essere destinati alle spese green dei comuni, come l’acquisto di bus elettrici, la realizzazione di piste ciclabili», dice il presidente di N’ Sea Yet. «A Sydney c’è la bike lane. Mi chiedo perché non possiamo immaginare di realizzarla anche qui», aggiunge Catania.

Redazione
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