Il Fead non sostiene situazioni estreme

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Ad oggi il Fead supporta gli Stati membri aderenti con aiuti alimentari con oltre l’80 per cento dei fondi

La Corte dei Conti dell’Ue ha analizzato i programmi di Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia sul contrasto alla povertà. Nella relazione della Corte viene evidenziato che il Fondo di aiuti europei agli indigenti non sostiene le situazione di povertà estrema.

Per il periodo 2014-2020 l’Unione europea ha finanziato il fondo con 3,8 miliardi di euro. Secondo l’Ue dovrebbe offrire anche assistenza materiale combinata a misure mirate di inclusione sociale. Ad oggi il Fead supporta gli Stati membri aderenti con aiuti alimentari con oltre l’80 per cento dei fondi. La stessa Corte lo considera però uno strumento importante. Solo quattro Stati membri hanno scelto i programmi incentrati sulle azioni di inclusione sociale. Altra questione riguarda la ripartizione dei fondi che per l’inclusione sono solo il 2,5 per cento del Fondo.

George Pufan, che ha curato la relazione di audit, sottolinea che «il contributo fornito dal Fondo Ue alla riduzione della povertà è tuttora da dimostrare. Nonostante la diffusa prosperità in Europa, quasi una persona su quattro nell’Ue è ancora a rischio di povertà o di esclusione sociale».

Redazione
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