Caccia alla plastica nel mare di Napoli

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I volontari hanno raccolto 180 chili di plastica tra mare, spiaggia e strada nei pressi di Rotonda Diaz a Napoli

Qualche anno fa l’associazione N’ Sea Yet ha lanciato a Napoli il gioco Prendi 3. Ovvero recuperare tre pezzi di plastica dalla spiaggia, dal mare, dalla strada per contribuire a rendere il mondo più pulito. Un movimento culturale che ha avvicinato centinaia di persone. Da tre i pezzi di plastica raccolti sono aumentati. L’associazione ha organizzato diverse attività di sensibilizzazione e raccolta. Ultima di una lunga serie Caccia alla plastica – swimming edition che si è tenuta ieri a Napoli. Appuntamento organizzato in collaborazione con Let’s do It! Italy, CleaNap, Uisp Campania.

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Decine di persone hanno partecipato all’attività di raccolta di plastica in mare. Una gara che ha visto tutti nuotare per uno scopo comune, raccogliere il maggior numero di rifiuti dalle acque di Napoli. L’incontro tra ambiente e sport ha dato vita ad un’esperienza importante sul piano della sensibilizzazione, ma anche sul piano pratico. I volontari hanno infatti raccolto 180 chili di plastica tra mare, spiaggia e la strada nelle immediate vicinanze di Rotonda Diaz.

«Da due anni ad ora, quando abbiamo lanciato la prima caccia alla plastica stiamo crescendo tanto. Sono felice delle sinergie che nascono tra diverse realtà associative. Credo che fare squadra è ciò di cui abbiamo bisogno per salvaguardare il nostro pianeta e permettere la riuscita degli eventi che sensibilizzano la popolazione. Un cambio di abitudini può partire solo dall’unione delle forze per questo esprimo massima gratitudine a tutti gli attori dell’evento che ne hanno permesso l’ottima riuscita», ha detto il presidente di ‘N Sea Yet, Dario Catania.

«Dopo l’importante risultato del World Cleanup Day non ci siamo fermati. L’azione di ieri è il segnale che le persone hanno voglia di impegnarsi per il proprio territorio. D’altro canto aver raccolto in poche ore, in poche decine di metri tutta quella plastica deve accendere un ulteriore campanello d’allarme», ha detto il presidente di Let’s do It! Italy, Vincenzo Capasso.

Redazione
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