La proposta è depositata in nove Regioni
La Regione Umbria è la quinta regione italiana ad approvare una legge sul fine vita, dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. Il testo disciplina l’aiuto medico alla morte volontaria e riprende, con minime variazioni, la proposta di iniziativa popolare Liberi Subito. Con il voto umbro, 15.387.040 cittadini (il 26,1% della popolazione) vivono in territori con tempi e procedure certi per accedere a questo diritto, nei casi stabiliti dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato-Antoniani. Altrove, denuncia l’associazione Luca Coscioni, ogni azienda sanitaria deve improvvisare le proprie regole. La proposta è già depositata, con l’iter in corso, in nove Regioni (Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia, Puglia, Lombardia, Piemonte e Lazio) ed è in discussione nella Provincia autonoma di Trento. In Calabria, l’Associazione Coscioni prevede di depositarla il 30 ottobre. Restano ferme Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, mentre a Bolzano la legge è stata ritirata.
Per Marco Cappato e Filomena Gallo la battaglia di Laura Santi, del marito Stefano e di tutti coloro che l’hanno condotta è «tutt’altro che conclusa». «A tutte chiediamo di accelerare, perché non è più accettabile lasciare privi di garanzie» medici e malati. Inutile, aggiungono, «fare finta di aspettarsi un intervento da parte del Parlamento e del Governo, che continuano a sottrarsi al proprio dovere». Da Nicola Fratoianni (Avs) arriva il plauso alle forze politiche che hanno reso possibile la legge nella regione «della coraggiosa Laura Santi», ma anche «amarezza per l’inerzia del Parlamento nazionale, dove la destra si volta dall’altra parte». Toccherà alle attuali opposizioni, «fra qualche mese mi auguro al governo del Paese», dare «le degne risposte legislative».
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E le altre regioni? In Campania il percorso è avviato. La proposta di Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale (M5S), è all’esame della commissione ed è già «nella fase delle audizioni». «In attesa di un intervento del Parlamento, le Regioni devono fare la propria parte, nell’ambito delle proprie competenze, per garantire uniformità di trattamento ed evitare che persone in condizioni di sofferenza estrema vengano lasciate sole», afferma. Trapanese accoglie il sostegno del presidente Roberto Fico e punta a portare il testo in aula «il prima possibile».
@rob_malfatti


















