Sea Watch, Giorgia Linardi risponde a Di Maio

Sea Watch, Giorgia Linardi risponde a Di Maio

Il botta e risposta tra i premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e le reazioni internazionali

Nel Pomeriggio di oggi il vicepremier Luigi Di Maio era intervenuto sulla vicenda della Sea Watch, scrivendo sul proprio profilo Facebook «Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera». Alle parole del vicepremier pentastellato non si era fatta attendere la risposta del suo alleato di governo, il leader del Carroccio Matteo Salvini. Sempre da Facebook il Ministro dell’Interno aveva fatto arrivare la sua dichiarazione, scrivendo «Io non cambio idea», ripetendo la solita manfrina della presenza di navi battenti bandiera di altra nazione, mentre solo l’Italia viene pressata per accogliere i migranti. Anche se proprio il Viminale aveva rilanciato nei giorni scorsi la notizia della diminuzione dell’80 per cento, rispetto al 2017, dello sbarco di migranti in Italia. Secondo l’Agenzia europea è invece raddoppiato il numero di arrivi in Spagna per il secondo anno consecutivo.

A rispondere a Di Maio la portavoce della Sea Watch, che ai microfoni di Radio Capital, ha dichiarato che «da parte di Sea Watch non c’è alcuna intenzione di separare le persone a bordo. Donne e bambini non verranno sbarcate senza i propri familiari. La disponibilità dell’Italia – ha detto Giorgia Linardi – è accolta volentieri, ma preferiremmo che non fosse basata su una discriminazione, ci sono quattro donne e tre bambini di uno, tre e sette anni, e quattro minori non accompagnati, a bordo l’umore è altalenante, ci sono momenti di spensieratezza e frustrazione. In questo momento trovandoci in acque maltesi l’attracco più logico sarebbe a Malta. Non vogliamo fare forzature, ma le persone vanno sbarcate il prima possibile», ha chiosato la portavoce della Sea Watch.

Le parole di Di Maio non sono piaciute neanche al ministro dell’Interno maltese Michael Farrugia, il quale ha detto che «piuttosto che fare dichiarazioni contro Malta e la solidarietà europea, l’Italia dovrebbe partecipare al ricollocamento dei migranti attualmente in corso».




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