Per la prima volta le province di Avellino e Benevento dispongono di un’infrastruttura sociale strutturata e dedicata alle persone che vivono vulnerabilità lavorativa, marginalità abitativa e isolamento sociale
Nascono ad Avellino e Benevento i poli sociali Say No Cap, un presidio territoriale dedicato alla prevenzione e al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. L’iniziativa, promossa nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. 2 e cofinanziata dai fondi Fami e Fse+, rappresenta un passo concreto per garantire diritti, dignità e inclusione ai lavoratori migranti impegnati nei settori agricoli e rurali della Campania interna. Il progetto Say No Cap – Costruire opportunità, accogliere e proteggere per l’emersione e la dignità sociale dei cittadini migranti in condizione di sfruttamento nasce dalla collaborazione di un ampio partenariato formato da realtà sociali radicate sul territorio, tra cui Percorsi consorzio di cooperative sociali, Intra cooperativa sociale, Innova, Arci Avellino, Arci Benevento, Projenia cooperativa sociale, le associazioni Don Tonino Bello, La Radice di Coira e Kosmopolis.
Per la prima volta le province di Avellino e Benevento dispongono di un’infrastruttura sociale strutturata e dedicata alle persone che vivono vulnerabilità lavorativa, marginalità abitativa e isolamento sociale. I poli sociali Say No Cap offriranno percorsi personalizzati di informazione, assistenza, orientamento e integrazione, garantendo supporto qualificato e accompagnamento continuo a cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Italia e spesso vittime di sfruttamento. L’obiettivo è favorire l’emersione delle situazioni di abuso e creare condizioni reali di tutela, sicurezza e partecipazione alla vita sociale e lavorativa.
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L’avvio dei poli sociali Say No Cap è fissato per lunedì 10 novembre alle 10.30 in viale Principe di Napoli 102 a Benevento. Ad Avellino l’inaugurazione avrà luogo martedì 11 novembre alle 10.30 in via Marotta 14. La presenza attiva di enti locali, prefetture, questure, forze dell’ordine, sindacati, associazioni di categoria, servizi sanitari, ambiti sociali, ispettorato del lavoro e realtà del terzo settore sarà fondamentale per garantire una rete solida e coordinata. Centrale il ruolo della comunità territoriale per far sì che diventino presidi di tutela, integrazione e dignità per i lavoratori e le lavoratrici della Campania interna.
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