Ennesimo raid a Ponticelli, serve lo Stato

Ennesimo raid a Ponticelli, serve lo Stato

Libera Campania e la cooperativa sociale Sepofà hanno commentato l’attentato di ieri in viale Margherita

«Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi», recita questa frase impressa in piazzetta Egizio Sandomenico a Ponticelli. E ci provano ogni giorno in diversi quartieri della città. Ponticelli è uno di quelli maggiormente sotto pressione. Come dimostra l’attentato fatale perpetrato ieri pomeriggio ai danni di Federico Vanacore, pregiudicato trentatreenne. Una raffica di proiettili lo ha raggiunto mentre era alla guida della sua auto in viale Margherita intorno alle 16.30. A pochi passi da attività commerciali, dal passeggio, da marciapiedi sui quali passeggiano bambini.

L’ennesimo raid nel quartiere di Napoli est, come quello che si era verificato lì vicino lo scorso 10 novembre. Il giorno prima del corteo che è sfilato per il centro del quartiere come l’11 novembre di ogni anno. «Un quartiere intero è preoccupato per l’ennesima scia di sangue. A due passi dalla biblioteca Deledda, luogo della cultura aperto fino a sera grazie alle realtà del territorio, altrimenti chiusa dalle 15. Questa è la nostra risposta: presidiare gli spazi e offrire alternative. In queste ore tante parole di rabbia sui social da parte della società civile organizzata ma nessun segnale dalle Istituzioni. Noi il nostro lo facciamo, in rete, facendo fronte comune, ma serve anche una risposta chiara, netta e di orizzonte da parte di chi governa la città», si legge in un post di Libera Campania.

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«Oltre a quanto avvenuto, mi spaventa il silenzio, non solo istituzionale, intorno a questo omicidio. Stiamo vivendo una sorta di replica dei fatti dello scorso novembre e luglio. Un blackout comunicativo – istituzionale che non fa bene né al quartiere, né alla città. Serve una presenza costante delle forze dell’ordine su questo territorio, ormai questa cosa non è più un opinione o un fatto derogabile», ha commentato il presidente della cooperativa Sepofà, Roberto Malfatti.

«In un momento in cui la periferia est di Napoli sta vivendo una vera e propria rinascita grazie ai tantissimi progetti realizzati dagli enti del terzo settore, dando lavoro a tanti operativi e migliorando i servizi offerti dal quartiere, come la Biblioteca Deledda, per fare un esempio, non possiamo dall’altra permetterci un vuoto sul piano della sicurezza. Un passo indietro che una città europea non può permettersi sul piano sociale, economico e politico», ha aggiunto Malfatti.

@dalsociale24

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