Scritto da Giovanni Taranto, lo spettacolo porta in scena la vera macchina da scrivere
La scena di apre con una macchina da scrivere sul palco. A narrare i fatti la voce di un giornalista che ha scelto di raccontare la realtà senza compromessi. Questi due elementi consentono il dialogo tra generazioni diverse per interrogarsi sul valore della memoria. È questo Il coraggio della verità, lo spettacolo scritto da Giovanni Taranto e diretto da Annamaria Russo, in ricordo di Giancarlo Siani. A quarant’anni dall’omicidio di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra. Il teatro diventa uno spazio di riflessione sul significato dell’impegno civile e sul ruolo dell’informazione come strumento di conoscenza e democrazia.
Scritto da Giovanni Taranto, collega e amico di Giancarlo Siani, lo spettacolo nasce sotto l’egida dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Non una semplice biografia teatrale, ma una riflessione sul valore delle scelte individuali e sulla responsabilità di chi racconta la realtà. Come i due giornalisti, che hanno diviso anni di cronaca sullo stesso territorio, Torre Annunziata. Elemento centrale dello spettacolo sarà la presenza della vera macchina da scrivere di Siani, la sua Lexikon 80, quella con cui il giovane cronista del Mattino firmò articoli capaci di raccontare con rigore e coraggio i rapporti tra criminalità organizzata, politica e territorio.
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Lo spettacolo, che debutterà venerdì 7 agosto alle 21 al Maschio Angioino di Napoli, si inserisce nella rassegna Estate a Napoli, promossa e sostenuta dal Comune di Napoli. Sul palco ci saranno Peppe Miale, Alfredo Mundo, Vincenzo D’Ambrosio e Sabrina Bruno, con i contributi video di Paolo Cresta e Simone Esposito. In scena si incontrano tre generazioni. Ci sono un giornalista che ha conosciuto Giancarlo Siani e custodisce una memoria ancora viva. Ed ancora un giovane autore e una giovane attrice che si interrogano su come sia possibile raccontare oggi una storia tanto conosciuta senza tradirne la verità.
I ricordi di Giovanni Taranto restituiscono così un Giancarlo Siani umano, collega e amico, prima ancora che figura simbolica della lotta per la libertà di stampa. La regia di Annamaria Russo punta sulla sottrazione. La scena diventa un luogo della memoria dove parole, silenzi e musica costruiscono un racconto essenziale. La verità non viene semplicemente dichiarata, ma prende forma attraverso il confronto tra chi ha vissuto quella stagione e chi oggi raccoglie il testimone. Le musiche originali di Marco Zurzolo accompagnano il percorso narrativo. La scenografia è firmata da Martina Gallo, mentre la realizzazione delle scene ad Imparato & Figli. Il disegno luci è di Giovanni Sbarra. Il videomaker è Flavio Scuotto. Lo spettacolo è a cura di Suoni e Scene.
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