Il nostro Ciak, 425 persone coinvolte

Il nostro Ciak, 425 persone coinvolte

Attraverso laboratori artistici e comunicativi, persone con disabilità e in condizioni di fragilità economica sono diventate protagoniste di un percorso di partecipazione, autonomia e crescita

L’inclusione sociale passa anche dalla possibilità di esprimersi, raccontare la propria storia e mettere in campo i propri talenti. È questa la direzione seguita da Il nostro Ciak, il progetto che in 18 mesi ha coinvolto 425 persone. Un risultato che racconta il valore di un’esperienza capace di mettere al centro le persone, le loro capacità e il diritto di partecipare alla vita della comunità. Dei 425 partecipanti, 238 sono persone con disabilità e 187 persone in condizioni di difficoltà economica. Numeri che restituiscono la portata di un intervento realizzato attraverso attività artistiche, creative e comunicative, con l’obiettivo di favorire l’inclusione, rafforzare le competenze e costruire nuove occasioni di relazione.

Il progetto, promosso da UILDM Mazara del Vallo in qualità di capofila, è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso 2/2024. Ed ha visto un partenariato formato da ANIS Puglia, Atlantis 27, Nuovi Orizzonti, FISH Friuli Venezia Giulia, FISH Calabria, fondazione Messina, Fiadda, Fiadda Roma, AVI Umbria, Crescere Insieme e Legambiente. Il cuore di Il nostro Ciak è stato il coinvolgimento diretto dei partecipanti in laboratori di video, pittura, radio, comunicazione. Attività diverse, accomunate dalla volontà di offrire strumenti per raccontarsi, sperimentare linguaggi e scoprire nuove possibilità espressive. Non solo attività ricreative, ma occasioni concrete per sviluppare competenze, rafforzare l’autonomia e costruire relazioni.

LEGGI ANCHE: Cultura accessibile, deve diventare di tutti

La collaborazione tra i partner ha permesso di mettere in comune competenze, esperienze e strumenti, costruendo un percorso articolato e capace di raggiungere persone con bisogni e storie diverse. Nel corso dell’evento conclusivo, tenutosi il 29 ottobre al teatro Radar di Monopoli, è stato presentato il bilancio dell’esperienza e il lavoro svolto nei 18 mesi di attività. La project manager de Il nostro Ciak, Giuseppa Adamo, ha sottolineato che «oggi non abbiamo chiuso un progetto. Abbiamo acceso una luce. Sul grande schermo del teatro Radar c’erano loro: i nostri ragazzi. Sguardi emozionati, voci un po’ tremanti, la forza di chi ha deciso di raccontarsi. Diciotto mesi fa molti di loro non avevano mai preso in mano una videocamera. Oggi ci hanno mostrato le loro città, i loro sogni, le loro difficoltà. E anche le barriere che noi, troppo spesso, non vediamo. Una strada che per qualcuno è normale, per altri è una barriera».

«Da qui ripartiamo, insieme alle istituzioni, perché una città accessibile è una città migliore per tutti. I risultati sono andati oltre le previsioni e le aspettative. Ma il successo del progetto non si misura soltanto attraverso i numeri: si misura soprattutto nelle opportunità offerte, nelle competenze acquisite, nelle relazioni costruite e nella possibilità, per ciascun partecipante, di sentirsi parte attiva della comunità», ha concluso Adamo.

@dalsociale24

Redazione
ADMINISTRATOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Skip to content