Una stanza per un sorriso al Senato

Una stanza per un sorriso al Senato

Gli interventi a Palazzo Madama della presidente e della vicepresidente dell’associazione Una stanza per un sorriso, Rosanna Galantucci e Amelia Sgobba

Ogni anno, in Italia, 120 mila donne hanno a che fare con il cancro. Di questi 48 mila solo per il tumore al seno. La malattia, questa malattia, stravolge la vita di ogni persone che ne viene colpita. E anche di chi sta loro accanto. Quando arriva il cancro arrivano anche la fatica di sottoporsi alle cure, i cambiamenti sociali, il non riconoscersi guardandosi allo specchio. Gli effetti collaterali della chemioterapia mettono a dura prova l’autostima di ogni donna. Per fortuna esistono diverse organizzazioni che sono accanto alle donne malate di tumore. Associazioni che sostengono le donne in ogni passo.

Parrucchiere, estetiste, psicologhe, nutrizioniste. Le volontarie dell’associazione Una stanza per un sorriso sono tutto questo. Ed anche altro. La presidente e la vicepresidente dell’associazione, Rosanna Galantucci e Amelia Sgobba, nella giornata di ieri hanno raccontato in Senato il lavoro che portano avanti da anni al fianco di queste donne. All’incontro hanno preso parte anche la presidente della commissione Forteto, Bruna Piarulli, e la capogruppo del M5S in commissione Igiene e Sanità, Elisa Pirro. Un incontro che vuole segnare l’inizio di un dialogo con la politica su un tema assai delicato. Un tema sul quale è necessario combattere la frammentarietà della divulgazione.

«Quando arriva una diagnosi di tumore, non riguarda solo chi ne è affetto, deve riguardare tutti. Nessun malato si deve sentire solo», ha detto Amelia Sgobba. La presidente della commissione Forteto ha invece sottolineato che la malattia oncologica «non è personale, ma familiare, sociale. Questa associazione di volontariato ha lo scopo nobile di sostenere le donne affette da patologie oncologiche in un modo molto funzionale e se vogliamo anche originale, perché hanno pensato a dare importanza e far emergere disagi che se non si è malati difficilmente si notano».

Uno dei temi che è emerso dall’incontro riguarda le parrucche per malati oncologici e la donazione di capelli. Una pratica poco diffusa in Italia, ma che dovrebbe invece essere incentivata anche per il costo molto elevato di queste parrucche che vengono realizzate con capelli naturali. «Adesso abbiamo una grande opportunità: i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ci auguriamo che tutte le proposte fatte diventino realtà, a partire dall’omogeneità delle cure. Per fare in modo che nessuno debba più fare una valigia per curarsi», ha detto la Pirro.

@dalsociale24



SULLO STESSO ARGOMENTO POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE:

Maglia all’asta per l’oncologia

Laboratorio di bellezza per le pazienti oncologiche

Maddalena ha una malattia rara

Redazione
ADMINISTRATOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Skip to content