La sorte di Carola Rackete

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L’interrogatorio davanti al gip di Agrigento

L’udienza di convalida davanti al gip del tribunale di Agrigento per Carola Rackete. Come ha reso noto uno dei due legali della donna, Leonardo Marino, la capitana della Sea Watch ha risposto alle domande del gip. Dopo l’arresto per aver disobbedito all’ordine della guardia di finanza la Comandante della Sea watch era stata arrestata a Lampedusa.

Al ternine dell’interrogatorio la Procura di Agrigento ha chiesto per Carola Rachete la convalida dell’arresto e il divieto di dimora nell’agrigentino per i reati 1100 del codice della navigazione e l’articolo 337 del codice penale. Un secondo interrogatorio è stato fissato il 9 luglio.

Mentre era in corso l’interrogatorio la portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi, ha detto «che la situazione, in Italia, si stia irrigidendo, direi imbarbarendo, è evidente. Non ci aspettavamo questo livello di resistenza proprio fisica perché crediamo che l’ingresso in porto di una nave con dei naufraghi a bordo, richiesta ignorata per 17 giorni, non costituisca una tale minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico».

Anche la Conferenza episcopale tedesca si è espressa sulla vicenda della Sea Watch bollando come «inaccettabile» il comportamento dell’Italia nei confronti della nave e della sua comandante.

Redazione
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