Il Network Investing in Children

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L’intervista al portavoce Gianluca Budano

Pochi giorni fa sono stati nominati i portavoce del Network Investing in Children. Si tratta di Ivano Abbruzzi della fondazione L’Albero della Vita e di Gianluca Budano delle Acli nazionale. L’organo, nato per tutelare l’inclusione e il benessere dei minori in povertà in Italia, vuole confrontarsi con tutti gli attori che lavorano nel campo del contrasto alla povertà minorile per sviluppare sul piano nazionale una piattaforma strategica basata su un approccio completo e integrato.

Il network, costituitosi nel gennaio di quest’anno, vuole tenere alta l’attenzione sulla problematica della povertà minorile, anche perché un bambino che vive in questa condizione sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione sia sul piano culturale che sociale che per l’ingresso nel mercato del lavoro.

Una emergenza se si leggono gli ultimi dati Istat che dichiarano oltre 1,26 milioni di minori vive in povertà assoluta. «Questo è il motivo che ci ha spinto a fondare il network. Dati allarmanti che toccano la fascia più deboli del Paese. In assenza di risposte politiche importanti è necessario lavorare», dichiara il portavoce Gianluca Budano.

Quello della povertà educativa è «un ulteriore malessere per il minore che si trova a vivere una condizione fragilità educativa e quindi è potenzialmente disagiato. Sono temi centrali – afferma Budano – sui quali abbiamo pensato sia necessario concentrarsi. Per questo siamo nati». Un altro tema centrale riguarda la cedola libraia. Per il portavoce del Network Investing in Children è «uno strumento di integrazione che però si ferma alla quinta elementare».

L’idea alla base del soggetto è coinvolgere dal basso le organizzazioni del terzo settore «provando a dire la nostra, anche collegandoci con Euro Children, la rete europea, per fare un lavoro collegato alle dinamiche europee sul tema», aggiunge Budano. Network Investing in Children ha coinvolto anche Laura Migliorini, docente del dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Genova sta affiancando l’organismo sulle proposte da portare all’attenzione delle istituzioni. In autunno sarà presentato un rapporto con 10 proposte sui primi mille giorni di vita del bambino.

Ciro Oliviero

Redazione
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