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Migranti, impugnata legge Friuli

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Il primo Cdm del Conte 2 ha impugnato la legge regionale n. 9 dell’8 luglio 2019

Il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è stato scontentato dal primo Congilio dei ministri del Conte 2. Su proposta del ministro degli Affari, Francesco Boccia, il Cdm ha impugnato la legge regionale n. 9 dell’8 luglio 2019. Secondo quanto sostenuto dal governo giallorosso le norme di quella legge della Regione Friuli sono in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione.

Due le norme contestate dal Cdm. La prima concerne uno spostamento di fondi, dall’accoglienza ad un fondo per i rimpatri. Inoltre una norma sull’immigrazione in Friuli c’è già e risale al 2005. Nella norma del luglio scorso invece si fa riferimento al rimpatrio degli espulsi. Un punto sul quale si viola la competenza esclusiva statale sulla materia. La seconda riguarda la scelta di destinare gli incentivi regionali per il riassorbimento delle eccedenze occupazionali alle solo persone residenti da almeno 5 anni in maniera continuativa.

A suo tempo già l’Asgi si era espressa in maniera sfavorevole. Ieri è arrivato anche il provvedimento del governo. Dopo le decisione del Cdm di ieri si è espressa anche l’ex governatore della regione Deborah Serracchiani. «Questi non sono provvedimenti che si costruiscono da un giorno all’altro, tanto meno in un solo giorno. Si rassegni ad aver voluto una legge talmente forzata che già al primo vaglio del Governo gialloverde aveva ricevuto l’alt, in primo luogo perché va oltre le competenza addirittura della nostra Regione a statuto speciale», ha detto l’esponente del Pd.



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