Investigare 2.0 contro le mafie

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Tra i relatori del convegno il giornalista Lirio Abbate

Il contrasto alle mafie passa anche da un nuovo modo di investigare. Anche gli inquirenti e le forze dell’ordine devono adeguarsi ai tempi. Serve farlo per stare al passo con le organizzazione criminali, che lo hanno fatto. Questo uno dei temi al centro del convegno ”Investigare 2.0, Passato, presente e futuro nella lotta alla criminalità” che si sta svolgendo alla Scuola Superiore di Polizia a Roma. A moderare questo panel il giornalista Lirio Abbate.

Da anni le organizzazioni criminali sono sbarcare sulle nuove tecnologie per cercare di stare un passo avanti agli inquirenti. E in diversi casi riescono a starci un passo avanti. Non solo le comunicazioni, ma anche i business sono mutati. Cambiano le regole, cambiano i mercati, cambiano gli affari.

Nel corso del convegno sono affrontati argomenti come quello dei pizzini al tempo dei social, del ruolo delle donne nella ‘ndrangheta, delle nuove leve della camorra, dell’espansione nel mondo dell’italian mafia, con l’intervento di Kieran L. Ramsey, rappresentante dell’F.B.I. in Italia, dell’aggressione ai patrimoni dei mafiosi, dei rapporti tra l’art. 416 bis del codice penale con le nuove mafie, trattato dal Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone.



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