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Correzzola alle Special Olympics 2019

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XXX edizione dell’evento sportivo dedicato agli atleti con disabilità cognitive

Lo scorso 8 gennaio sono stati inaugurati a Torino gli Special Olympics con una conferenza stampa tenutasi presso La Nuvola Lavazza in via Ancona. Alla presentazione hanno partecipato Giovanni Maria Ferraris, Assessore allo sport della regione Piemonte, Roberto Finardi, Assessore allo sport del Comune di Torino; Alessandro Palazzotti, vice presidente di Special Olympics Italia e Francesco Avato, Sindaco di Bardonecchia. Vi parteciperanno, inoltre, 500 atleti e gli sport in gara saranno corsa con le racchette da neve, sci nordico, sci alpino e snowboard.

Da Piazza Verde, si è inaugurata la partenza del Torch Run: la corsa a staffetta che, partendo da Torino e scortata da atleti Special Olympics e rappresentanti delle forze dell’ordine, ha attraversato 18 comuni del Piemonte per mettere in luce la forza dello sport nella costruzione di comunità inclusive.

Questo evento si mostra come un dono di positività per tutti i partecipanti e per quelli che lo organizzano. Regala la possibilità di guardare la propria vita da un gradino più alto, da quel gradino che per tutti loro rappresenta un sogno, la voglia di riscatto, una concreta possibilità per dare voce ad una realtà sconosciuta e spesso ignorata dai più.

Federico Correzzola è uno di questi 500 atleti che gareggerà con la sua specialità: corsa con le racchette da neve. E’ un ragazzo che, nonostante la giovane età, ha avuto il coraggio e la maturità di capire che i limiti non possono diventare ostacoli e che bisogna andare oltre qualsiasi tipo di barriera. Insieme alla sua associazione sportiva “Il Quadrifoglio” di Pavia, Federico vede e vive la vita da un’altra prospettiva, visuale che non aveva ancora scorto nelle sfumature della sua giovane vita, di quella vita inizialmente vissuta con tutto il peso della sua problematica e delle disavventure che persone come lui sono costrette a vivere. «Convivo con un piccolissimo ritardo mentale. Se mi si guarda in viso, – dichiara – non sembro nemmeno un ragazzo con disabilità: per me è come se non l’avessi. Anni fa, non avevo amici, venivo preso in giro dai bulli per la mia situazione e purtroppo ho subito atti di bullismo e razzismo. Quello che si vede nelle scuole oggi, insomma». Federico, 25 anni, soprannominatosi “Il Magnifico” sui social, per tutti gli sport che pratica – dal nuoto all’atletica, al bowling e alle racchette da neve -, è figlio di genitori separati e vive con il padre a Vigevano, in provincia di Pavia.

Il rapporto con la madre non è dei migliori, ma ha trovato nel padre il sostegno di cui ha bisogno per continuare il suo percorso di vita. Prima di questa esperienza con Special Olympics, dichiara che «la mia vita la trascorrevo sempre in casa, ero sedentario, attaccato alla playstation, in pratica: non facevo niente. Ero molto chiuso e non mi andava di parlare con nessuno perché mi sentivo insicuro di me stesso, anche un po’ per la situazione che vivevo in casa». Poi, racconta che «la svolta è avvenuta nel 2009, grazie al papà di un mio amico, che consigliò a mio padre di andare da loro a Cavallino ad assistere a degli Special di calcio. Sono andato a vederli ed, il giorno dopo con il mio papà, ho voluto dare un calcio al pallone e me ne sono innamorato subito. Da quel giorno – afferma – mi sono detto che dovevo mettere da parte i miei problemi e superarli. Grazie a quel momento, sono venuto a conoscenza di questa realtà e mi sono iscritto all’associazione sportiva Il Quadrifoglio».

Da quel giorno Federico è rinato, ha trovato nella sua associazione un obiettivo per continuare a crescere come atleta e soprattutto come persona. Oggi, Federico si sente forte, lasciando l’insicurezza ai brutti ricordi. «on la mia associazione, faccio parte dell’area atleti del mio team e da quest’anno sono andato nelle scuole a parlare di bullismo, provando a spiegare quello che ho provato io e di aiutare altre persone con la mia stessa situazione, consigliando loro di fregarsene e di non chiudersi dentro».

Federico in questi giorni sarà impegnato con la sua delegazione negli Special Olympics con la corsa con le racchette da neve. «Mi sono avvicinato a questa disciplina nel 2010, – dichiara – dato che mi piace la montagna. Volevo provare a fare qualcosa in più e quindi ho provato le ciaspole e, da quella volta, mi è piaciuto subito. In questi Special, con le racchette da neve, farò i 100metri, 200 metri e la staffetta 4×100 unificata. La staffetta unificata – dichiara – è un’esperienza bellissima perché permette di gareggiare con persone con disabilità e non, tutti insieme, senza differenze».

Ma l’esperienza più bella e segnante per Federico è senz’altro quella vissuta a Los Angeles nel 2015. «E’ stata un’esperienza unica, perché è il sogno di tutti andare in America dove ho fatto nuoto, i 1500 metri unificati, dove mi sono classificato al quarto posto; poi ho fatto gli 800 metri in piscina, dove sono diventato campione del mondo ed è stata la mia prima medaglia d’oro infatti quando sono tornato a casa avevo nostalgia, volevo ritornare».

L’esperienza di Federico dimostra come si può lavorare su se stessi e come la forza di volontà e la voglia di vivere possono rendere possibile ciò che sembra irraggiungibile e di voler continuare ad esserci in una società sempre di più votata verso l’esclusione e non all’inclusione. Dopo questi Special Olympics, Federico sarà impegnato in tantissime attività: il 16 e 17 febbraio a Milano sarà ai regionali di bowling. Tra febbraio e marzo sarà impegnato con la seconda e la terza tappa del calcio unificato, il 27 e il 28 aprile sarà a Varese per i Play Day Game, il 4 maggio parteciperà alla quarta tappa del calcio unificato, 11 e 12 marzo sarà ai Play Day Game di atletica a Lodi, 1 e 2 giugno disputerà i Play di calcio e il 28 e 29 giugno finirà il suo anno sportivo con il meeting di atletica a Brescia.

Oggi il sogno più grande di Federico è quello di poter incontrare i suoi idoli sportivi dai quali trae ispirazione: il plurimedagliato Usain Bolt e il nuotatore di fondo, Gregorio Paltrinieri che, senza dubbio, presto o tardi, grazie alla sua caparbietà, riuscirà a rendere il suo sogno una realtà.

M. D. B.

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