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Cosa prevede il dl Clima

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Il dl Clima spiegato punto per punto

Buono mobilità, corsie preferenziali per i comuni, trasporto scolastico ecologico, riforestazione urbana, trasparenza dei dati ambientali, nascita di green corner per la vendita di prodotti sfusi. Questi alcuni dei punti previsti dal dl Clima licenziato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Lo ha definito «un decreto legge coraggioso» la presidente della commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese, sottolineando la norma che offre alle città sottoposte a infrazione europea sulla qualità dell’aria «la possibilità di rottamare le auto classe tre grazie ad uno stanziamento di 1500 euro e 500 euro per i motocicli a due tempi».

TRASPORTO SCOLASTICO ECOLOGICO
Il dl Clima prevede lo stanziamento di un fondo di 20 milioni di euro da destinare ai Comuni per l’acquisto di scuolabus ibridi o elettrici per il trasporto degli studenti delle scuole elementari e medie.

RIFORESTAZIONE URBANA
Il decreto legge licenziato ieri dal Cdm prevede lo stanziamento di 30 milioni per la piantumazione di alberi, utili nel nell’assorbimento della Co2 e giocando dunque un importante ruolo nel contrasto ai cambiamenti climatici.

MAGGIORI POTERI A COMMISSARI BONIFICHE
Un atavico problema del Paese risiede nelle infrazioni ambientali. Necessario depurare le acque e bonificare le discariche. Per farlo il Consiglio dei ministri ha previsto maggiori poteri, risorse e uomini per i commissari alle bonifiche.

TRASPARENZA DATI AMBIENTALI
La mancanza della condivisione dei dati delle rilevazioni ambientali sono un altro problema della questione ambientale in Italia. Ora i soggetti pubblici o concessionari di servizi pubblici dovranno mettere in rete i rilievi concernenti l’inquinamento atmosferico, della qualità dell’aria, dell’acqua.

PRODOTTI SFUSI
20 milioni di euro per le attività commerciali che sceglieranno di realizzare dei green corner per la vendita di prodotti sfusi. Ogni attività potrà beneficiare di un massimo di 5 mila euro. Un modo per contrastare gli imballaggi e l’usa e getta che influiscono in maniera importante all’inquinamento.

«Per il ministero dell’Ambiente è un momento storico. Per la prima si riconosce l’urgenza della tutela dell’ambiente», ha detto il ministro Sergio Costa a Il Fatto Quotidiano, aggiungendo che «è stata una soddisfazione convincere i miei colleghi e il premier che c’erano le condizione per una risposta immediata».

Ciro Oliviero

Redazione
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