Caos per il pagamento delle rette scolastiche

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Le richieste delle associazioni di categoria

La scuola è stato uno dei primi comparti a chiudere con lo scoppio dell’emergenza sanitaria. Per le scuole pubbliche il ministero dell’Istruzione ha previsto la didattica a distanza. Anche una parte delle scuole paritarie si è riorganizzata, proponendo servizi a distanza e ripensando le modalità didattiche. Per questo motivo c’è fibrillazione nel mondo delle strutture che gestiscono servizi educativi per il pagamento delle rette.

Nei giorni le associazioni di categoria Fidae ed Agidae avevano presentato emendamenti al Cura Italia. Tra queste le detraibilità completa delle rette per quelle famiglie che stanno pagando. Le associazioni hanno chiesto anche accesso al Fondo centrale di garanzia per pagare gli stipendi. «Dispiace che a 20 anni dall’approvazione della legge 62 sulla libertà di scelta le scuole paritarie ricevano un trattamento diverso perfino in un momento di assoluta emergenza come quello che stiamo vivendo», ha detto la presidente della Fidae, Virginia Kaladich.

Sulla questione è intervenuta anche Confcooperative Campania. «Il dialogo e il senso di responsabilità sono fondamentali in questo momento. Siamo certi che le famiglie sosterranno il valore della comunità educante che accoglie i loro figli e li guida anche da remoto. I gestori, invece, hanno il compito di salvaguardare gli equilibri economici della scuola e di comprendere le richieste delle famiglie, stabilendo modi e tempi idonei a tutelare i diritti e gli interessi di tutti», afferma il vicepresidente di Confcooperative Campania e referente del settore scuola in Consiglio nazionale di Confcooperative Cultura, Manrico Gesummaria,

Redazione
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