Udine, stranieri costretti a dormire su un bus

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Senza servizi igienici e senza potersi lavare

Il Decreto Cura Italia ha concesso ai Prefetti poteri straordinari per garantire l’isolamento fiduciario a quanti non potessero farlo presso il proprio domicilio. Il provvedimento consente di requisire strutture alberghiere od altri immobili per ospitare le persone in sorveglianza sanitaria o in permanenza domiciliare. Ciò non si è verificato ad Udine dove, per una settimana, trenta cittadini stranieri sono stati costretti a dormire a bordo di un bus per ottemperare al periodo di quarantena. Senza servizi igienici e senza potersi lavare.

La denuncia arriva da ActionAid, Asgi, Intersos e diverse altre realtà territoriali. Le associazioni hanno scritto al Prefetto di Udine e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, per conoscenza al viceministro dell’Interno, al ministero dell’Interno, al Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Udine e all’Unhcr. «Riteniamo che tali condizioni siano lesive della dignità umana e non rispettino gli standard minimi di accoglienza previsti dalla nostra Costituzione e dal diritto internazionale, comunitario e italiano», si legge nella missiva.

Le associazioni auspicano che le autorità competenti non intendano ricorrere alla soluzione di ospitare su unità navali per i migranti che giungono in Friuli Venezia Giulia in modo autonomo attraverso le frontiere terrestri, come indicato nell’Avviso pubblicato il 10 settembre dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Redazione
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