Tratta, sistema tutela frammentario

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Il rapporto di Save the Children

Il Rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2019” di Save the Children ripercorre la storia della lotta alla tratta in Italia. Nel documento vengono inoltre evidenziate le criticità ancora esistenti. Tra queste la frammentarietà del sistema, come evidenziato anche dal Gruppo di Esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani dopo la missione di valutazione condotta nel 2018 nel nostro Paese.

Nel rapporto Save the Children sottolinea che il primo Piano nazionale d’azione adottato dal governo nel 2016 è stato utile. Il piano che traccia le linee guida del contrasto e della prevenzione è però scaduto a dicembre 2018 e non è stato ancora rinnovato. Il governo ha stanziato 24 milioni fino al 2012 per il Programma Unico di Emersione. Nella relazione del Greta viene sottolineato che è necessario valutare attentamente le esigenze per garantire i necessari posti di alloggio per le vittime di tratta.

Save the Children evidenzia un altro aspetto da rivedere: la raccolta dati che ad oggi riguarda solo le vittime fuoriuscite dal sistema. «Si dovrebbe creare – scrive l’organizzazione – una struttura nazionale dedicata al coordinamento del lavoro anti-tratta dei ministeri e delle agenzie competenti che possa anche coinvolgere ulteriormente ong, sindacati e altri membri della società civile nello sviluppo, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche anti-tratta».

La direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, Raffaela Milano, ha evidenziato che «non si può ignorare il fatto che il fiorente mercato dello sfruttamento sessuale delle minorenni in Italia è legato alla presenza di una forte domanda da parte di quelli che ci rifiutiamo di definire clienti, i quali sono parte attiva del processo di sfruttamento».

Redazione
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