Il progetto de La Bottega dei Semplici Pensieri al liceo Nitti di Napoli
A Napoli apre il primo bar italiano gestito da persone con disabilità all’interno di una scuola pubblica. Terzo Tempo sarà inaugurato il 19 maggio all’interno dell’IIS Francesco Saverio Nitti di Fuorigrotta. Si aggiunge così un nuovo tassello nel percorso di inclusione lavorativa costruito negli anni dalla La Bottega dei Semplici Pensieri. Terzo Tempo nasce da un protocollo d’intesa tra l’associazione, la scuola e la Città Metropolitana di Napoli ed è sostenuto da Fondazione Prosolidar. Dietro il bancone ci saranno giovani lavoratori con sindrome di Down e con lievi deficit cognitivi formati dall’associazione.
Non un laboratorio simbolico né un’esperienza temporanea. Terzo Tempo sarà un’attività stabile inserita nella quotidianità di una scuola pubblica. Una scelta che punta a superare la logica del tirocinio o dell’assistenza, mettendo al centro lavoro vero, autonomia economica e professionalità. L’apertura di Terzo Tempo rappresenta il terzo passaggio di un percorso iniziato nel 2016 con il Kè Bar, nato all’interno della Multicenter School di Pozzuoli come spazio di formazione permanente per imparare il mestiere del barista. Da quell’esperienza è poi nato Brindisi Solidale, street bar itinerante su ApeCar che ha portato i ragazzi della Bottega in eventi, manifestazioni e iniziative pubbliche in tutta la Campania.
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Con il nuovo progetto al Nitti, La Bottega dei Semplici Pensieri crea una vera impresa sociale dentro un istituto scolastico. Il nome scelto richiama il terzo tempo del rugby, il momento conviviale che segue la partita, ma rappresenta anche il terzo capitolo di una storia costruita negli anni tra inclusione e lavoro. Dal 2012 l’associazione ha accompagnato oltre trenta giovani con disabilità in percorsi professionali legati alla ristorazione, all’accoglienza, all’agricoltura sociale e alla produzione artigianale. L’associazione ha sede a Casa Mehari, bene confiscato alla criminalità organizzata trasformato in presidio di legalità e inclusione sociale.
«Terzo Tempo è il punto di arrivo di un percorso lungo quasi quindici anni e il punto di partenza di qualcosa di nuovo. I nostri ragazzi non saranno lì come simbolo, e neanche come tirocinanti: saranno baristi, con un contratto e una busta paga», ha spiegato la presidente Mariolina Trapanese.
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