Da senzatetto a proprietari di casa

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Sostegno alle persone senza dimora ed alle famiglie in difficoltà

Fondazione Progetto Arca lavora per il reinserimento sociale, lavorativo ed abitativo delle persone. L’idea della fondazione è dedicare degli appartamenti alle persone senza fissa dimora. Non grandi strutture, ma micro comunità, per favorire il reinserimento. Anche nei centri di accoglienza gestiti dalla fondazione si rispettano gli spazi ed i tempi delle persone accolte. Così come nei progetti di housing first e housing led sostenuti dalla fondazione.

Progetto Arca ha avviato un nuovo progetto sperimentale. Sostenere persone con difficoltà abitativa nell’acquisto di una casa. Ad oggi sono state coinvolte due famiglie. «Le famiglie stesse hanno individuato gli appartamenti. Noi facciamo da garante con la banca. Sono case che non devono superare gli 80 mila euro, con rate mensili intorno ai 3-400 euro per permettere loro di aver la certezza di sostenere il costo del mutuo. L’idea è replicare il concetto alla base del microcredito. Dare fiducia che poi viene ripagata. A volte meglio rispetto a persone che hanno garanzie bancarie», spiega il presidente di Fondazione Progetto Arca Alberto Sinigallia.

Nei prossimi mesi il numero di famiglie accompagnate all’acquisto di una casa potrebbe aumentare. Anche grazie al sostegno di don Paolo Steffano, parroco di Sant’Arialdo a Baranzate, cittadina alle porte di Milano dove vivono 76 etnie che parlano 33 lingue diverse. «Con la parrocchia stiamo per sottoscrivere un protocollo. Don Paolo si occupa di famiglie indigenti in un comune con il tasso di povertà molto alto. Lui ci segnalerà le famiglie che possono avere questa necessità», sottolinea Sinigallia.

Al progetto potranno accedere anche persone senza fissa dimora che ad oggi sono ospitati in alcune soluzioni di housing first. Dopo un anno potranno ricevere la proposta di acquisto della casa. In questo periodo la fondazione li sosterrà anche nella ricerca di un lavoro. «Il passaggio in una soluzione di housing first prevede un impegno economico importante, ma che dà risultati. Nei Paesi del nord Europa è una soluzione molto diffusa. In Italia ancora poco», evidenzia Sinigallia.

L’esperienza di housing first di Fondazione Progetto Arca rientra in Housing First Italia, il progetto che la Fio.psd ha trasferito in Italia quattro anni fa. «In questo caso – dice Sinigallia – c’è un passaggio diretto dalla strada alla casa senza tappe intermedie. Si dà fiducia alle persone. Ognuno ha una casa. Con l’housing led possono esserci anche più persone in una casa, ma sempre con una camera per ogni persona. Anche qui abbiamo avuto un buon riscontro nel tempo». Ad oggi sono più di 20 le persone ospitate con queste soluzioni.

Resta il problema dell’uscita dal percorso. Soprattutto per una mancata autonomia economica. «Nelle grandi città c’è un problema legato agli affitti. In una città come Milano il prezzo è intorno ai 700 euro. E con uno stipendio di 1000-1200 euro – fa notare Sinigallia – una persona non riesce a provvedere alla propria famiglia. Bisogna superare questo scoglio. Il nostro progetto va proprio in questa direzione».

Ciro Oliviero



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