Paciolla, Napoli chiede ancora verità e giustizia

Paciolla, Napoli chiede ancora verità e giustizia

L’iniziativa è promossa dalla famiglia e dal collettivo Giustizia per Mario Paciolla all’ex Asilo Filangieri

Sono passati sei anni dalla morte di Mario Paciolla, il cooperante delle Nazioni Unite trovato senza vita in Colombia il 15 luglio 2020 in circostanze che continuano a sollevare dubbi e interrogativi. Un caso che, fin dall’inizio, ha mobilitato familiari, associazioni, giornalisti, società civile. Tutti convinti che sulla sua morte di Mario Paciolla non sia ancora stata fatta piena luce. Per questo, martedì 15 luglio, Napoli ospiterà Il settimo anno inizia oggi. L’iniziativa, promossa dalla famiglia Paciolla e dal collettivo Giustizia per Mario Paciolla, gode del patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli. L’appuntamento è fissato dalle 18 all’Ex Asilo Filangieri.

L’iniziativa si aprirà con un aperitivo solidale accompagnato da un dj set, per poi lasciare spazio a un confronto pubblico dedicato al caso Paciolla e al ruolo dell’informazione d’inchiesta. Al talk prenderanno parte, tra gli altri, Carlo Puca, Dario Carotenuto, Luigi de Magistris, Giuliano Granato, Maurizio Del Bufalo, Desirée Klain, Antonio Musella, i genitori di Mario, Anna Motta e Pino Paciolla. A moderare sarà Lea Cicelyn. La serata proseguirà con una cena palestinese solidale e numerosi interventi musicali, trasformando il ricordo in un momento di partecipazione collettiva.

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«Continueremo a chiedere verità e giustizia»
A sei anni dai fatti, la famiglia ribadisce di non aver mai creduto all’ipotesi del suicidio, sostenendo che gli elementi emersi nel corso delle indagini siano incompatibili con quella ricostruzione. «Mario era un ragazzo solare, preparato, con la schiena dritta e un amore autentico per la vita e per le persone. Chi lo ha conosciuto sa bene che mai avrebbe pensato al suicidio», spiegano i familiari. «La verità è un dovere, non un’opinione. Continueremo a chiedere verità e giustizia per lui e per tutte le persone che ogni giorno si adoperano per un mondo migliore. Non ci fermeremo mai», concludono i familiari.

Negli ultimi sei anni il caso Paciolla è diventato uno dei simboli della richiesta di trasparenza sulle morti di cooperanti e operatori internazionali impegnati nelle missioni di pace. Attraverso iniziative pubbliche, incontri e mobilitazioni, la famiglia e il collettivo hanno continuato a mantenere alta l’attenzione affinché le indagini possano arrivare a chiarire definitivamente quanto accaduto. E continueremo a farlo anche noi di dalSociale24.

@dalsociale24

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