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Scaraggi presenta Madre nostra

Il documentario racconta quattro storie di riscatto attraverso l’agricoltura sociale

Un viaggio fra orti sociali, terre confiscate alla mafia e comunità di recupero. Un racconto di come l’agricoltura sociale può aiutare ex tossicodipendenti a riscattarsi. Un viaggio nella terra della xylella e del caporalato, nel corso del quale l’autore, il giornalista Lorenzo Scaraggi, ha vissuto con le persone che vivono in quelle comunità. Un modo per raccontare da vicino, quasi da dentro, queste storie. Nel documentario Madre nostra sono quattro le storie raccontate.

Le tappe che sono state riportate nel lavoro di Scaraggi sono Il Trullo sociale a San Michele Salentino, in provincia di Brindisi, Semi di vita a Bari, Pietra di scarto a Cerignola, in provincia di Foggia e Spazio Esse a Loseto, in provincia di Bari. «Madre nostra – spiega Lorenzo Scaraggi – è stato un viaggio in una realtà apparentemente lontana eppure fortemente tangente alla vita di tutti i giorni. Scoprire quanto l’agricoltura possa redimere persone e luoghi, come le terre confiscate alla mafia, è stata una continua scoperta nascosta dietro l’angolo eppure una ricerca dell’essenza ancestrale della terra dello scorrere delle stagioni».

Il documentario di 52 minuti – prodotto da Fondazione Con il Sud e Apulia Film Commission attraverso il Social Film Fund Con il Sud -, è finalista all’Italian Film Festival Cardiff. Il documentario ha una versione in Lis e una sottotitolata in inglese. Il 19 novembre prossimo alle 17 l’opera sarà presentata in un’anteprima pubblica organizzata nel Cineporto di Bari.

Redazione
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