La Campania non è posto per bambine

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Dall’Atlante dell’infanzia a rischio emerge che il 35,8 per cento delle ragazze ovvero non studia e non lavora

L’emergenza da Covid-19 ha fatto crescere la povertà educativa e decrescere il numero di minori anche in Italia. Il dato emerge dall’Atlante dell’infanzia a rischio pubblicato da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel documento Con gli occhi delle bambine emerge che negli ultimi dieci anni in Italia ci sono oltre 385 mila minori in meno. Sono il 16 per cento delle popolazione. Il 30 per cento delle ragazze è neet, ovvero non studia e non lavora. In Calabria e Sicilia arrivano al 40 per cento. La percentuale è in crescita anche in territori più virtuosi, come il Trentino-Alto Adige, dove ragazze sono quasi il doppio dei ragazzi.

Tra le regioni italiane la Campania è quella meno a misura di bambino, nonostante sia le regione più giovane dello stivale. E ancora meno di bambina. Secondo Save the Children il 34,4 per cento dei minori vive in condizioni di povertà relativa. A queste si sommano anche le disuguaglianze educative. Dall’Atlante emerge infatti che il 35,8 per cento delle ragazze non studia e non lavora. Tra i ragazzi il 32,9. Se in Italia la media dell’abbandono scolastico è del 13,5 per cento, in Campania la percentuale sale al 17,3. Non è strano dunque che tra il 2018 e il 2019 il 63,6 per cento dei minori dai 6 anni non abbia letto neanche un libro extrascolastico (media nazionale al 48%).

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La Campania resta la regione più giovane d’Italia anche grazie alla presenza di minori stranieri. Napoli e Caserta reggono il passo nazionale rispettivamente con il 18,8 e il 18,5 per cento di minori (Bolzano è al 19%). Si registra però anche qui uno smottamento demografico. A Benevento la percentuale di minori è del 15,1. Nel 2019 sono nati oltre 46milano bambini in meno. Il calo delle nascite maggiore si registra a Salerno con il 5,3 per cento in meno. Difficile per i bambini campani frequentare l’asilo nido o un servizio per la prima Infanzia. Nel 2018-2019 solo il 4,3 per cento dei bambini aveva accesso a servizi pubblici offerti dai Comuni.

Redazione
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