Un anno della sartoria sociale Storie&Stoffe

Il progetto è coordinato da Caritas Italiana e promosso dalla Caritas diocesana di Bat

Il 18 maggio 2019 nasceva a Bisceglie la sartoria sociale Storie&Stoffe. Nato grazie ai proventi dell’8×1000 della Cei il progetto è coordinato da Caritas Italiana e promosso dalla Caritas diocesana di Barletta Andria Trani. Non solo sartoria. Il progetto si affianca infatti all’emporio equo e solidale che la Caritas di Bisceglie già portava avanti.

«Molte persone donavano all’emporio abiti dimessi. Anche alcune aziende ci donavano vestiti con dei piccoli difetti o di collezioni dell’anno precedente. Abiti – racconta Antonella Salerno, collaboratrice della sartoria e della Caritas – che con qualche piccola riparazione tornavano come nuovi». Da qui l’idea della sartoria. Dalle stoffe sono stati realizzati anche degli oggetti per la casa. Dai vecchi jeans sono state realizzate borse, porta tablet, porta cellulari.

«Si è subito instaurata una collaborazione con altre associazioni del territorio. Alcune signore che avevano già competenze nel settore si sono proposte per dare un aiuto. Per valorizzare le proprie competenze», evidenzia Antonella Salerno. Alla sartoria si sono avvicinati diversi volontari. In questo anno si sono affacciate anche le scuole primarie. «I bambini che sono stati in visita al centro – racconta la Salerno – hanno realizzato anche dei piccoli manufatti con le stoffe che gli abbiamo donato. Un modo per fa conoscere loro il concetto del riuso».

Come molte altre attività anche quella di Storie&Stoffe ha subito un cambiamento durante l’emergenza sanitaria. Anche in questo caso i volontari hanno iniziato a produrre mascherine di comunità. E si sono aggiunte altre persone oltre a quelle che solitamente erano presenti in sartoria. Tutte dalla propria abitazione.

In questo periodo «è aumentata anche qui la richiesta di pacchi alimentari. Sabato sono stati consegnati a 270 persone. Devo dire – aggiunge Antonella Salerno – che c’è stato un grande atto di generosità da parte dei cittadini. Non solo come donazioni, ma anche di volontariato. Si sono avvicinati molti giovani in questo periodo. Speriamo che a breve si posso riaprire l’emporio. Ad ora è stato fatta la sanificazione».

Stefano Malla

Redazione
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