Salute mentale, l’arte dà un volto alla fragilità

Salute mentale, l’arte dà un volto alla fragilità

È il tema di Scissioni, la mostra personale di Sonia Casubolo

Ci sono fragilità che non si vedono. Restano dentro, nei pensieri, nelle emozioni, nel rapporto con il proprio corpo e con gli altri. Possono emergere in uno sguardo, in un gesto, in una postura, ma spesso non trovano parole sufficienti per essere raccontate. È da questa dimensione invisibile che parte Scissioni, la mostra personale di Sonia Casubolo che dall’8 al 16 ottobre sarà ospitata negli spazi di ChiAmaMilano, in via Laghetto 2, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. L’artista utilizza soprattutto carboncino e grafite per lavorare sulla figura umana e trasformare il corpo in uno spazio nel quale rendere visibili tensioni, inquietudini e conflitti interiori. Volti, mani, posture e torsioni diventano così il linguaggio attraverso cui raccontare qualcosa che non è immediatamente visibile: il rapporto tra controllo e vulnerabilità, tra identità e fragilità.

Non c’è, nelle opere, la volontà di rappresentare uno specifico disturbo o di associare automaticamente una determinata immagine a una condizione psicologica. Il lavoro di Casubolo si muove piuttosto su un terreno più universale, quello delle emozioni e delle esperienze interiori che possono attraversare ogni persona. Il bianco e nero, il contrasto tra luce e ombra e le interruzioni del segno contribuiscono a costruire questa tensione. È anche per questo che Scissioni trova nella Giornata mondiale della salute mentale un contesto particolarmente significativo. La ricorrenza del 10 ottobre nasce proprio per riportare il benessere psicologico al centro dell’attenzione pubblica e contrastare stigma e discriminazioni. L’arte può diventare allora uno degli strumenti per aprire una conversazione diversa sulla salute mentale. Non sostituisce la cura e non pretende di interpretare ciò che accade nella mente di una persona, ma può creare uno spazio nel quale riconoscersi, interrogarsi e parlare di emozioni che spesso vengono nascoste. È il senso dell’intervento previsto durante il vernissage di giovedì 8 ottobre, alle 19, affidato allo psicologo e psicoterapeuta Michael Morelli. La sua presenza affianca alla dimensione artistica quella psicologica e contribuisce a portare il tema oltre la sola esperienza estetica.

LEGGI ANCHE: Salute mentale in Campania, stop assistenza

La stessa Sonia Casubolo considera il disegno uno strumento per dare forma a una dimensione che, per sua natura, forma visibile non ha. Nelle sue parole, l’arte può permettere di dare spazio alle emozioni e anche a quelle parti di sé che spesso vengono represse. L’obiettivo dichiarato è che Scissioni possa diventare non soltanto un’esperienza estetica, ma anche un’occasione personale di ascolto e confronto con se stessi. La mostra porta così dentro uno spazio culturale una questione che riguarda la società nel suo complesso. Parlare di salute mentale significa infatti parlare di persone, relazioni, solitudine, vulnerabilità e possibilità di chiedere aiuto. Significa anche interrogarsi sulla capacità dei servizi e della comunità di intercettare il disagio prima che diventi emergenza e di garantire percorsi di sostegno accessibili. Ed è proprio su questo terreno che l’iniziativa richiama l’attenzione anche sulla necessità di rafforzare i servizi pubblici dedicati alla salute mentale e di rendere il sostegno psicologico sempre più accessibile e inclusivo. Un tema che non può essere affidato soltanto alle iniziative culturali, ma che riguarda le politiche sanitarie e sociali e la capacità dei territori di costruire reti di prevenzione, cura e accompagnamento.

In questo senso, Scissioni non è soltanto una mostra sul corpo e sulla fragilità. È un invito a guardare ciò che normalmente rimane fuori campo. A riconoscere che la salute mentale non riguarda una categoria separata di persone, ma una dimensione del benessere che attraversa la vita di tutti. Dall’8 al 16 ottobre, a Milano, saranno dunque carboncino, grafite e figure umane a provare a raccontare ciò che spesso le parole non riescono a dire. E a ricordare che anche dare un’immagine alla fragilità può essere un primo modo per smettere di nasconderla.

@dalsociale24

Redazione
ADMINISTRATOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Skip to content