Rukeli vince i Nastri d’Argento

Rukeli vince i Nastri d’Argento

Il risultato di un percorso collettivo costruito nei laboratori dell’associazione Chi rom e…chi no

Una storia che attraversa memoria, diritti e presente. Una storia che prende a pugni il nazismo. Il corto racconta la vita di Johann Wilhelm Trollmann, detto Rukeli. Un pugile sinto che negli anni del nazismo sfidò apertamente il regime, fino a pagarne le conseguenze con la deportazione e la morte in un campo di concentramento nel 1944. Rukeli, corto di animazione diretto da Alessandro Rak, conquista il premio 2026 come miglior corto di animazione. Il corto porta sul palco uno dei progetti più intensi nati negli ultimi anni nel panorama sociale e culturale italiano. La storia di Rukeli diventa nel film molto più di una biografia. Diventa simbolo universale di resistenza e dignità.

Il lavoro di Rak, attraverso lo sguardo dei giovani coinvolti nel progetto, si trasforma in una narrazione contemporanea contro ogni forma di discriminazione. Il corto, scritto da Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano, era già stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La vittoria ai Nastri d’Argento rafforza un percorso che tiene insieme produzione culturale e impegno sociale. Non a caso, l’associazione promotrice ha dedicato il premio ai giovani rom che ogni giorno affrontano discriminazioni e negazione dei diritti fondamentali.

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Quello appena conquistato non è solo un riconoscimento cinematografico. È il risultato di un percorso collettivo costruito nei laboratori dell’associazione Chi rom e…chi no. Un laboratorio dove ragazzi rom e napoletani, hanno portato avanti un lavoro di ricerca e memoria che parte dal passato ma parla direttamente al presente. Non solo nel quartiere Scampia a Napoli, dove ha sede l’associazione. Ma anche a Giugliano in Campania, Bologna e Firenze. Rukeli nasce all’interno del percorso europeo Tracer, dedicato alla memoria del Porrajmos, il genocidio di rom e sinti durante il nazifascismo. In Italia il coordinamento è dell’Università di Bologna e il lavoro sul campo dell’associazione Chi rom e…chi no.

I giovani coinvolti hanno attraversato luoghi simbolici della memoria, fino al viaggio ad Auschwitz. Il corto è dedicato anche a Michelle Seferovic, la bambina morta nel 2024 nel campo rom di Giugliano. Rukeli infatti non racconta solo una storia del passato. Mette in relazione quella memoria con ciò che accade oggi. Dalla persecuzione nazista alle forme contemporanee di antiziganismo. Il corto e prodotto da AntropicA con una rete internazionale che coinvolge, tra gli altri, Rai Cinema e Film Commission Regione Campania.

@dalsociale24

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