Le reti in bioplastica possono salvare il mare

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L’Acquario di Livorno ha installato una rete costituita da una bioplastica che servirà per la riforestazione della Posidonia oceanica

Uno studio dei ricercatori dell’Università di Plymouth ha certificato che le reti da pesca contribuiscono all’inquinamento da microplastiche negli oceani. Una rete nuova disperde 20 frammenti di microplastiche per metro quadrato. Una rete utilizzata da dieci anni arriva a disperdere fino a 760 frammenti per metro quadro. Si tratta di reti in ferro rivestite con monofilamenti di polipropilene. L’emergenza sanitaria aveva messo in secondo piano le misure legislative volte alla riduzione della plastica, in particolare quella monouso. In questa fase però l’attività su questo punto pare essere riprese. Non tanto sul fronte legislativo, quanto sul fronte privato.

L’Acquario di Livorno ha installato una rete costituita da una bioplastica che servirà per la riforestazione della Posidonia oceanica. Questa speciale rete si degrada in acqua salata. In primavera la rete sarà testata in mare aperto, in prossimità dell’Isola D’Elba. Il progetto è frutto della collaborazione tra Azienda Servizi Ambientali, Dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, Francesco Cinelli, già docente di Ecologia Marina e Scienza Subacquea all’Università di Pisa, BioIspra, Acquario di Livorno, azienda tessile Coatyarn.

@dalsociale24



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