Regeni, chiesto processo a 007 egiziani

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Il Gup potrebbe procedere ugualmente, anche in assenza di domicilio in Italia degli imputati

Il 3 febbraio 2016 fu ritrovato il corpo senza vita di Giulio Regeni nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Rapito il 25 gennaio il ricercatore friulano deve essere stato ucciso nell’arco di quei dieci giorni. A distanza di quasi cinque anni da quei fatti la Procura di Roma, guidata da Michele Prestipino, ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro 007 egiziani accusati dai pm romani. A poco più di un mese dalla chiusura delle indagini, aperte due anni fa. Gli imputati sono accusati a vario titolo di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali e omicidio. Per un quinto agente è stata chiesta l’archiviazione.

L’udienza preliminare potrebbe essere fissata entro la fine della primavera. Entro quella data gli imputati dovrebbero avere un domicilio nel nostro Paese che ad oggi risulta assente. La stessa notifica, tramite il rito degli irreperibili, è stata eseguita presso i difensori d’ufficio italiani. La richiesta del domicilio italiano per gli imputati era già stata chiesta tramite rogatoria dai pm italiani nell’aprile del 2019. Il Giudice per le indagine preliminari potrebbe procedere ugualmente, anche in assenza di domicilio degli imputati, anche con la diffusione dei nomi degli imputati in Egitto.

Redazione
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