Ragusa, mascherine della solidarietà

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I detenuti si sono aggregati al progetto Chiamata alle Arti

Milano, Salerno, Roma. Queste le carceri coinvolte da metà aprile nel progetto di produzione di mascherine voluto dal ministero della Giustizia. A questi vanno aggiunti i detenuti coinvolti dalle direzioni carcerarie. Come quelli di Taranto, Massa, Padova, Lecce e Trani. E da oggi anche Ragusa. Gli ospiti della casa circondariale siciliana si sono infatti aggregati al progetto Chiamata alle Arti grazie ad una macchina da cucire donata da un commerciante del posto. 

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Tra le realtà che hanno sostenuto l’iniziativa l’associazione Ci Ridiamo Sù. Il presidente, Fabio Ferrito, ha sottolineato che questa è la dimostrazione di «come in un istituto di riabilitazione si possa davvero respirare un’aria di comunità attenta ai bisogni di tutti. E quando si mette entusiasmo e cuore tutto accade con semplicità. Uno scambio meravigliosamente umano».

Chiara Morales, comandante responsabile dell’Area Sicurezza della Penitenziaria, ha evidenziato che «i detenuti hanno accolto con grande entusiasmo l’idea di confezionare mascherine da donare a chi ha bisogno. C’è stata da subito una naturale intesa tra detenuti, operatori penitenziari, i vari promotori, i volontari».

Redazione
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