La presentazione di Assia, il disco di Assia Fiorillo

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Sul palco del teatro Tam sono salite anche delle detenute ed ex detenute protagoniste del documentario Caine

Il 5 gennaio l’uscita del disco Assia è stata festeggiata con un concerto-evento al teatro Tam. Nel disco trovano asilo storie emozionanti, intime e universali e impegno civile, aspetto che è diventato sempre più importante grazie anche alla collaborazione con la giornalista Amalia De Simone, coautrice di diversi testi presenti del disco. Una collaborazione iniziata con il documentario di RaiTre Caine, di cui sono protagoniste le detenute del carcere di Fuorni. All’evento hanno preso parte proprio alcune detenute protagoniste del documentario. Ma non tutte le detenute hanno preso parte alla presentazione. «La protagonista di questa canzone è una detenuta a cui il tribunale di sorveglianza non ha dato il permesso, come invece per altre due donne, di vivere una serata normale, a conclusione di un progetto durante il quale abbiamo scritto insieme il brano che ho voluto aprisse il mio album», ha detto Assia Fiorillo dal palco prima di cantare.

La direttrice del carcere di Fuorni Rita Romano dal palco, intervistata dal giornalista Francesco Raiola, ha detto che oltre alle due per cui c’è stato il via libera e ad un rigetto, in alcuni casi dal tribunale non è arrivata nemmeno la risposta. Al gruppo uscito dal carcere si è aggiunta anche una ex detenuta. A loro e ad un pubblico numeroso, nonostante il distanziamento doveroso per le norme anticovid, Assia ha regalato momenti di divertimento e di grande atmosfera attraversando le tappe salienti della produzione del suo disco: dieci brani che partono da Napoli contaminando jazz, pop, elettronica e tradizione con linguaggi internazionali.

In tempi di equilibrismi in questo caso è la musica a farsi avanti e a raccontare storie e nomi che anche nelle cronache restano troppo spesso anonimi. È un progetto che utilizza la complessità della musica da studio, palco e sudore e la arricchisce con la sperimentazione di suoni nuovi, rendendola pop. Grazie agli arrangiamenti e alla direzione artistica di uno dei più geniali producer della scena internazionale, Massimo D’Ambra, il disco si colloca in un solco semivuoto nel panorama italiano, quello di un cantautorato con una forte identità femminile, che ha radici nella tradizione e fioritura nell’innovazione.

@dalsociale24

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