La Sicilia non se la passa proprio bene

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Le città siciliane sono ultime nella classifica della qualità della vita e nell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children

Negli ultimi due mesi da queste pagine abbiamo raccontato le difficoltà di migliaia di studenti siciliani con disabilità. Studenti che ancora oggi attendono di poter frequentare la scuola per la mancanza di assistenza igienico-personale, dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, del trasporto scolastico. Le città siciliane erano risultate tra le ultime anche nel 28esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia. Oltre Palermo ultima, al 105esimo posto, in coda anche Caltanissetta (92), Siracusa (96), Messina (101), Catania (104). Nelle ultime ore sono state rese note due nuove classifiche. Nella classifica 2021 della qualità della vita stilata da Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, la Sicilia non è messa bene, come il Mezzogiorno tutto del resto.

Palermo è 99esima, come lo scorso anno. Ma c’è chi – anche in Sicilia – è messo peggio. Catania (100), Caltanissetta (101), Siracusa (104). Non sono messe bene neanche le altre province: Messina (98), Enna (96), Trapani (92). Ragusa è quella più in alto, all’84esimo posto. I criteri decisionali vanno dalla ricchezza dei consumi all’ambiente. Dai servizi al lavoro. Dalla demografia alla cultura. La Sicilia era uscita male anche dall’omologa classifica pubblicata lo scorso giugno da Il Sole 24 Ore. In quel caso la classifica si divideva per fasce d’età: bambini, giovani, anziani. Agli ultimi posti Agrigento, Trapani, Messina, Palermo, Enna.

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L’altra, più che una classifica, è la fotografia scattata nella XII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio “Il futuro è già qui”. Lo studio di Save the Children evidenzia come non si sia investito a sufficienza sulle giovani generazioni. Nel documento vengono presi in considerazione diversi aspetti, quest’anno gioco forza legati anche all’emergenza pandemica. La perdita di mesi di scuola, l’isolamento e la perdita di relazioni. A pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza emerge che la Sicilia conferma valori ben al di sotto della media nazionale. Il dato più allarmante riguarda la povertà relativa che riguarda più di 1 minore su 4.

Indietro anche nell’analisi degli ultimi test Invalsi. La media italiana (già bassa) è del 10 per cento. In Sicilia, Ragusa si mantiene in linea con la media nazionale (10,2%). Le altre province registrano tutte percentuali più alte: Messina (12,5%), Catania (14,5%), Trapani (16%), Caltanissetta (17,3%), Siracusa (17,8%), Palermo (18,7%), Enna (19%), Agrigento addirittura il 25 per cento.

@ciro_oliviero

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