Prima il permesso, poi il lavoro

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Questa mattina è iniziata la raccolta firme che sarà aperta fino alle 20 presso la Casa del volontariato di Caltanissetta

Casa delle culture e del volontariato Colajanni, Movimento volontario italiano e Migranti solidali si sono trovati questa mattina a piazza Garibaldi a Caltanissetta. Un incontro per chiedere il riconoscimento dei diritti dei lavoratori stranieri. Le organizzazioni hanno firmato l’appello al governo ed al Parlamento per l’estensione della regolarizzazione a tutti i migranti senza permesso di soggiorno.

Il documento, sottoscritto anche da altre organizzazioni del terzo settore, è stato presentato questa mattina in conferenza stampa. L’incontro si è tenuto in un luogo simbolo. Nella piazza di reclutamento dove operavano i caporali che hanno assassinato Adnan Siddique, il pakistano ucciso poco meno di un mese fa per essersi ribellato allo sfruttamento nelle campagne.

Prima il permesso, poi il lavoro. Questo lo slogan diffuso dalle associazioni. Uno slogan che ha chiamato a raccolta decine di cittadini. «Abbiamo iniziato la raccolta firme che proseguirà fino alle 20 presso la Casa del volontariato», spiega a dalSociale24 il presidente della Casa delle culture e del volontariato di Caltanissetta Filippo Maritato. Altri hanno fatto sapere che firmeranno l’appello via mail. Domani il documento sarà trasmesso via pec alla Prefettura.

«Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: la cosiddetta sanatoria Bellanova non aiuta tutti i cittadini stranieri. Nel documento sono presenti nove richieste di modifica al decreto legge», sottolinea a dalSociale24 il vice presidente del Movi, Ennio Bonfanti. «Chiediamo una modifica sostanziale per farla diventare una vera sanatoria. Per dare giustizia a migliaia di sfruttati per i quali giustizia ora non c’è. Non fosse altro – ha detto Bonfanti – per i paletti contenuti nel decreto legge. Alla misura possono accedere i lavoratori che siano stati impiegati in agricoltura, assistenza alla persona, e come collaboratore domestico. Tre limitazione che tagliano fuori migliaia di cittadini».

Stefano Malla

Redazione
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