Open House Napoli, buona la prima

Di carattere sociale le visite a Nisida, Piscinola e San Giovanni a Teduccio

16mila visite in due giorni per la prima edizione di Open House Napoli. Attraverso il festival globale dell’architettura e del design i cittadini hanno potuto conoscere e scoprire tantissimi luoghi non accessibili durante l’anno con una formula totalmente gratuita. Circa 100 le esperienze tra visite, eventi e percorsi. Tra le più suggestive il cantiere Metro Municipio ed il Giardino di Babuk.

Di carattere sociale le visite all’isolotto di Nisida, quella alla metro di Piscinola con guida d’eccezione Mirella Pignataro, all’Art 33/Teatro Nest a San Giovanni a Teduccio, alla Sanità con il recupero di un basso confiscato alla camorra dell’associazione Adda passa’ a nuttata. Altro aspetto sociale da rilevare è la partecipazione di tantissimi giovani, tra i 20 e i 25 anni, sia in veste di volontari (500), molto professionali, che di guide. Importante anche la scelta di alcune location, magari non belle per come sono tenute, ma importanti dal punto di vista di aggregazione per la città, come ad esempio la casa del portuale che ha visto 300 visitatoti in due giorni.

«Un evento – dicono Stefano Fedele e Alessandra Thomas, direttori di OHN – che è andato persino al di là delle nostre aspettative non solo per i numeri raggiunti ma per la qualità dei contenuti, la competenza e l’entusiasmo di tutti i volontari coinvolti e la grande passione e voglia di conoscenza dei napoletani». Per i due direttori del festival dell’architettura e del design è stata «una prima edizione molto partecipata in cui la comunità si è ritrovata insieme per un’attenta riflessione sul passato, il presente e il futuro della città attraverso la sua architettura, un risultato che è per noi di grande stimolo e che ci proietta immediatamente verso la costruzione di Open House Napoli 2020».

Redazione
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